Mister, la stiamo aspettando.

Come nel giorno del diploma quando si è ad un passo dalle vacanze ma, in fondo, la testa è già proiettata all'università. E si prepari, anche lei… Perché ROMA, anche per un allenatore del suo blasone, sarà un ateneo differente da tutti gli altri che lei ha frequentato nella sua lunga, e vincente, carriera.

La ROMA è molto di più di squadra di calcio: una città, un sentimento, un sussulto. Che si allena, prima che in campo, sui media. Lì dove ogni frase viene vivisezionata al microscopio per trovare una contraddizione, un attimo d'indecisione. Lì, davanti quel microfono, una parola è per sempre… E, allora, va pesata-valutata prima di farla arrivare a chiunque, perché se sbagliata, rimarrà come eterna pecetta e tornerà a galla ogni qual volta non riusciremo a vincere una partita.

Ma non devo dirle niente, lo so.

Neanche di indossare il suo sorriso ironico migliore, perché quello sarà la sua – la nostra – corazza. Si metta addosso quella più importante, quella delle battaglie più dure, delle sfide più difficili. Quelle avventure impensabili per chi ha smesso di vivere, scegliendo di sopravvivere, rimanendo sempre in linea senza mai trovare il coraggio di fare un passo avanti. Lei, è la sua natura, questo passo avanti lo ha già fatto scegliendo la ROMA. E noi saremo pronti ad accompagnarla soffiandole alle spalle come accade con quei comandanti che scelgono di navigare controcorrente per andare a vivere le loro giornate più avvincenti.
E per farlo, plasmi la squadra sulla sua personalità: sono un gruppo di giocatori che – spesso – alla prima avversità, purtroppo, si spengono, cambiano faccia. E, alle volte, la perdono pure.

Li trasformi.

Li renda fieri come fieri siamo noi tifosi, voraci come chi, pure con le mani sanguinanti, non vuole smettere di arrampicarsi. E presuntuosi, sì: presuntuosi! Come lei che ha conquistato ogni cosa in giro per l'Europa e che non dovrà far altro – quando qualche gagliardetto vorrà giocarsela a chi ce l'ha più duro – che aprirsi il cappotto e metterlo a tacere.
Noi, invece, faremo chiasso.

Sostenendo la ROMA come sempre, ma questa volta – a prescindere dai risultati – senza mai doverla vedere abbassare la testa davanti a nessuno.