Il terzo posto del dodicesimo uomo. Questo il bilancio attuale legato alle presenze interne nelle prime quattro gare di Serie A. La Roma si piazza difatti sul gradino più basso del podio con una media di 40.899 spettatori a partita registrati allo stadio Olimpico. Superata di poche centinaia di unità la Juventus e di oltre 6mila la Lazio, mentre sembrano essere irraggiungibili la capolista Inter (57.528) - già prima indiscussa nel corso della passata stagione - e l'inseguitrice Milan ferma a quota 52.520.

Numeri che confermano il desiderio dei tifosi romanisti di stare vicini alla squadra, nonostante l'assenza di particolari agevolazioni fino a questo momento e un prezzario per gli abbonati confermato in fase di campagna abbonamenti nel corso dell'estate. Sono 163.554 in totale i sostenitori che hanno invece preso parte attivamente alle partite contro Atalanta, Chievo Verona, Frosinone e Lazio. Ovvero 4.617 in più se rapportate alla somma delle gare disputate contro le stesse avversarie durante la scorsa stagione (158.937), ferma restando la necessaria sostituzione della neopromossa Frosinone con il retrocesso Crotone. Ad eccezione del vittorioso derby con la Lazio disputato sabato 29 settembre alle ore 15, orario che ha sicuramente influito sulla vendita complici le difficoltà tipiche del giorno lavorativo, le rimanenti gare hanno fatto registrare un aumento di spettatori più che positivo.

Ai 32.863 romanisti che presero parte all'incontro con l'Atalanta dello scorso 6 gennaio, si è così passati ai 41.725 dell'esordio casalingo di questa stagione. Poco più di mille unità, invece, l'incremento legato alla comparazione tra le recenti sfide con il Chievo Verona (i 38.694 del 2017/2018 contro i 39.849 della stagione in corso). Ancor migliore invece il dato relativo il confronto tra il turno infrasettimanale con il Crotone del 25 ottobre 2017 (31.605 spettatori), rispetto a quello andato in scena allo stadio Olimpico lo scorso 26 settembre contro il Frosinone (34.380). Tornando al derby, invece, l'ultima stracittadina ha fatto registrare una perdita di poco superiore alle 8mila unità. Un dato che, come detto, è stato sicuramente condizionato dalla scelta legata all'orario, oltre alla scarsa presenza della tifoseria ospite con un solo Distinto riempito sui due a disposizione e ampi spazi vuoti a caratterizzare lo spicchio d'Olimpico dedicato ai biancocelesti.

La stagione 2017/2018 ha visto inoltre la Roma posizionarsi a fine campionato al quinto posto per media spettatori (39.734), alle spalle di Inter (57.529), Milan (52.690), Napoli (43.050) e Juventus (39.316) e davanti ai rivali cittadini, distaccati di poco meno di 7mila unità. L'attuale terzo posto, anche grazie alle diverse sfide di cartello in programma nei prossimi mesi, potrebbe quindi essere ulteriormente consolidato con l'obiettivo di mantenere fino al termine della stagione 2018/2019 una media superiore ai 40mila spettatori a partita.
Significativo a riguardo il netto crollo legato alle presenze allo stadio San Paolo di Napoli, con una perdita superiore alle 15mila unità dettata in particolar modo alla dura protesta dei tifosi napoletani nei confronti della politica dei prezzi imposta dal presidente De Laurentiis.
A dieci giorni dalla sfida contro la Spal, l'augurio - tornando alle questioni di casa Roma - è quello di poter assistere ulteriormente a un aumento del numero di spettatori per mantenere intatto il terzo posto in questa speciale classifica. I 711.554 spettatori totali delle diciannove gare interne della Serie A 2017/2018, dato capace di superare il milione di presenze includendo anche i dati delle sei sfide di Champions League, non sembra quindi essere poi così distante. Anzi, la proiezione tenendo fede alle prime quattro partite disputate all'Olimpico potrebbe far registrare a fine campionato un aumento notevolmente superiore alle 50mila unità.

Sintomo di una passione ritrovata da alcuni, nonostante le difficoltà economiche e organizzative tipiche del calcio d'oggigiorno, pronti a prendere posto sui seggiolini per stare spalla a spalla con gli abbonati di vecchia data. L'Olimpico è stato gioia e dolori in questi primi mesi di Serie A, tra pareggi in rimonta e rimonte subite, vittorie schiaccianti e affermazioni roboanti.

La certezza anche in questa occasione è l'amore dei romanisti e un aumento del numero medio degli spettatori che può far sorridere e non poco. "Tutti allo stadio" non è soltanto un coro da condividere con le braccia tese al cielo, ma un modo di vivere la passione per la Roma con la consapevolezza di poter dire la propria a colpi di voce. Soprattutto quando lo stadio Olimpico si veste del suo abito migliore, quello che conosce pochi spazi vuoti.