Girano l'Europa e il Mondo gli highlights di Champions League, e in tutto il Mondo gli appassionati di calcio hanno visto Edin Dzeko, la stella della squadra che lo scorso anno è arrivata in semifinale, sventolare la maglia numero 14 di Riccardo Calafiori, dopo il 5-0 al 90' di Roma-Viktoria Plzen. E il 16enne Calafiori ha pubblicato su Instagram quella bella immagine (talmente inattesa che ha sorpreso anche molti fotografi: la foto pubblicata dal profilo twitter della Roma, Dzeko che mostra la maglia, è stata scattata di nuovo a fine partita, tanto che sullo sfondo la curva è ormai vuota) ‘menzionando' il profilo ufficiale del bosniaco, @ed_dzeko, e commentando: «Riparto da qui / grazie mille a tutti per i messaggi». E ancora: «Eccola qui. È arrivata la battaglia più difficile della mia vita... Non ti temo assolutamente». La sfida più difficile è arrivata per un fallo da codice penale di tale Vaclav Svoboda, numero 15 del Viktoria Plzen, 19enne terzino destro che a 10' dalla fine è entrato su un avversario di tre anni più giovane - e decisamente più talentuoso - piantandogli i tacchetti nel ginocchio, che si è piegato in modo del tutto innaturale, facendo saltare i legamenti. La Roma non ha ancora emesso un bollettino medico ufficiale, ma sembra che i danni vadano ben oltre la rottura del crociato, che pure, di suo, significherebbe almeno 5 mesi di stop. Di certo dopo la partita il ragazzo è stato portato d'urgenza a Villa Stuart, dove, dopo che i primi esami hanno confermato la gravità dell'infortunio, il ginocchio (sinistro) è stato stabilizzato. Per l'operazione ci sarà ancora da attendere qualche giorno, per ora il ragazzo resta ricoverato. Ieri, poche ore dopo l'esordio in Champions, è passato a trovarlo Luca Pellegrini, con cui condivide il ruolo - terzino sinistro - il percorso da predestinato nel settore giovanile, tra stagioni sotto età e convocazioni in tutte le nazionali giovanili, e il procuratore, Mino Raiola. Pare ci sia il numero 3 della Roma, insieme a Gianluca Gombar, responsabile della logistica della prima squadra, con un passato recente da team managere della Primavera, dietro l'esultanza di Dzeko con la maglia del ragazzino.

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Un sogno diventato incubo

Quando è uscito in barella, tra gli applausi del pubblico del Tre Fontane, Calafiori era il più giovane giocatore utilizzato quest'anno dalla Primavera: 16 anni compiuti il 19 maggio, era subentrato nel finale della gara con il Milan del 23 settembre, al posto di Jean Freddi Greco. I suoi coetanei del 2002 sono impegnati nel campionato Under 17, lui e Bamba hanno fatto il ritiro con la Primavera: l'attaccante ivoriano faceva su e giù tra le due categorie, il terzino era fisso con Alberto De Rossi. Che dopo il primo spezzone, mercoledì in Youth League lo aveva schierato titolare, al posto di Semeraro, di un anno più vecchio. Contro il Plzen Calafiori era il più giovane in campo, ma a vederlo giocare era impossibile capirlo: sicuro, autoritario, puntuale negli inserimenti e nei ripiegamenti. Con una buona tecnica, e un metro e 94 di altezza, che gli permette, quando serve, di disimpegnarsi molto bene anche al centro della difesa. Dalla naturalezza con cui aveva giocato la sua gara d'esordio, in tanti avranno pensato che non sarebbe più uscito. Che Semeraro avesse ormai perso il posto, a vantaggio di uno destinato ad arrivare in prima squadra nel giro di pochi mesi.

Da San Pietro a Trigoria

Romano di Prati, Calafiori era arrivato a Trigoria a 9 anni, quando venne radunato il gruppo dei 2002 per fare i Pulcini: giocava - insieme a Cesaroni, il fantasista passato alla Lazio due anni fa - nella Petriana, la società dilettantistica, con vista sulla Cupola di San Pietro, ora diventata un polo della scuola calcio della Roma. Lo scorso anno era aggregato sotto età al gruppo dell'Under 17: nella finale con l'Atalanta Baldini lo mise in campo a 8' dalla fine, e lui all'ultimo minuto andò al cross sul fondo, mettendo sulla testa di Bucri - uno dei tanti che gli hanno fatto gli auguri di pronta guarigione sui social - il pallone che valse 3-2 e scudetto. Piace ai grandi club d'Italia e d'Europa, che lo seguono dalle prime gare con l'Italia Under 15, un anno e mezzo fa, ma non si sono fatti avanti concretamente perché hanno saputo che il ragazzo sogna di arrivare in prima squadra con la Roma. Che da tempo lo reputa il miglior talento dell'intero settore giovanile, tanto da bloccarlo, pochi giorni dopo il 16esimo compleanno, con un contratto professionistico, fino al 2021. Si sono mossi ai piani alti, dopo il suo infortunio: verrà curato e fatto recuperare come un patrimonio della prima squadra, non come un ragazzo della Primavera.