Conterà pure meno, se non niente per l'Inter, ma dalla sfida di stasera la Roma deve trovare punti. Nerazzurri contro giallorossi, poi, per storia e aspettative è un big match. La squadra di Conte si è appena laureata campione d'Italia e semmai sembra esser ancora più in forma smagliante, si diverte in campo e festeggia uno scudetto meritato da dicembre in poi. Da quando cioè per Antonio Conte è arrivata l'ennesima delusione internazionale con l'eliminazione dalla Champions e il mancato accesso all'Europa League dove l'anno scorso era arrivato fino in fondo, pur perdendo la finale. Big match, quindi. Con la Roma grande assente di questo campionato, che ha volturato le energie del 2021 solo sulla cara e vecchia Coppa Uefa sfumata il 29 aprile scorso a Manchester con quello sciagurato 6-2 maturato in un solo tempo.

Conte contro Fonseca, che lascerà il posto al suo grande "nemico" Mourinho nella prossima stagione. Conte che ritrova davanti a sé Pedro, che stasera può dare continuità alle ultime prestazioni, e che al Chelsea fece bene col tecnico italiano (91 presenze, 20 gol, 17 assist in tutte le competizioni tra il 2016 e il 2018) e che l'Inter l'ha incrociata tre volte in carriera nella stessa edizione della Champions, quella del del Triplete di Mourinho: segnò sia nel 2-0 al Camp Nou nel girone, sia all'andata della semifinale, quando i nerazzurri rimontarono con un 3-1 il suo gol a San Siro e poi esportarono in mondovisione il "pullman" al ritorno prima di accedere alla finale di Madrid col Bayern.

Ma stasera Conte ritroverà anche Edin Dzeko, due volte cercato ma senza successo, sia ai tempi del Chelsea, appunto, dove il bosniaco avrebbe trovato Pedro come compagno di squadra con due anni di anticipo, sia dopo il suo ritorno in Serie A, quando, a lungo corteggiato per un'estate intera, Edin decise di rimanere alla Roma firmando l'ultimo grande contratto della sua carriera e ereditando la fascia da capitano fino allo scorso gennaio, prima delle scintille con Paulo Fonseca. Dzeko incrocia l'inter per l'undicesima volta da quando è in Italia e alla quale ha segnato solo due volte e mai in trasferta. Partirà dall'inizio per rompere magari questo tabù, con Borja Mayoral, che ha giocato tutta la gara col Crotone (Dzeko stava per entrare ma poi con la goleada Fonseca ha preferito dare gloria a Zalewski e Bove), pronto a fare staffetta con il diamante di Sarajevo, anche per arrivare entrambi al meglio al derby di sabato. Lo spagnolo ex Real, che ieri è stato protagonista di "A scuola di tifo Willy Monteiro", appuntamento online con 33 alunni di quinta elementare dell'Istituto Comprensivo Domenico Bernardini sul tema del fair play e il rispetto delle regole, è il quarto under 25 al primo anno di Roma ad arrivare ad almeno 17 gol. A quest'età, con questi numeri, se ne trovano solo altri tre: Rodolfo Volk, Danilo Michelini e Piedone Manfredini. Ubi Mayoral.