Il centrocampista giallorosso Lorenzo Pellegrini ha parlato questa mattina ai microfoni di Roma Radio, commentando la vittoria nel Derby. Queste le sue parole:

Quanto hai dormito?
"Pochi secondi, pochissimi".

Com'è il risveglio dopo un derby così?
"Bello, fantastico. Ero all'esordio. Vincerlo segnando, facendo una gran partita, oltretutto in un momento in cui serviva vincere. Vincere il derby così è ancora più bello".

Quanto tempo hai avuto a disposizione per renderti conto dell'esordio?
"Zero. In realtà sembrava che Pastore dovesse bere o dovesse chiedere qualcosa, non sembrava affatto stare male. Stava giocando un'ottima partita. Dopodiché mi hanno detto di scaldarmi, ho fatto un allungo e mi hanno richiamato in panchina, è stato meglio così".

Ieri nel dopopartita il mister ha ammesso di averti avvertito: potevi entrare al posto di De Rossi o al posto di Pastore. Non hai avuto molto tempo per pensare.
"Sicuramente è stato positivo. Non c'è stato molto tempo per pensare o riscaldarsi. Sicuramente il mister mi aveva già detto che sarei entrato. C'erano queste due possibilità, perché Daniele stava un po' così e perché il Flaco è rientrato da poco e poteva non avere i novanta minuti nelle gambe. Questo ti aiuta anche mentalmente per preparare la partita".

Sentivi che era una giornata in cui la palla ti usciva bene dal piede?
"Sì, beh, quando succede così lo vedi, lo senti, lo percepisci. Mi sono subito sentito bene. Poi è complicato, c'è comunque tanta gente allo stadio e si sa che un derby per noi romani è particolare, anche per come lo vive la nostra famiglia, per tante cose. Mi sono sentito subito bene. Ieri in campo, dico la verità, mi sono davvero divertito. E di questo sono contento".

In una posizione un po' inedita. Ci avevi mai giocato da trequartista?
"Sicuramente è un ruolo in tante cose diverso dalla mezz'ala, in tante cose è similare. Il fatto di giocare tra le linee, accompagnare l'azione, essere più liberi di inserirsi perché sai che dietro hai due compagni di centrocampo che possono subito coprire. Da trequartista sei forse un po' più libero dalla fase difensiva, che comunque va fatta lo stesso. Mi piace giocare lì. Ma non è un problema dove gioco. A centrocampo penso di potermi immedesimare in tutti i ruoli e di questo sono contento. Poi è ovvio che c'è un compagno che gioca meglio in una posizione e uno che gioca meglio in un'altra. Mi piace giocare lì, ci avevo già giocato a Sassuolo con il mister, in un momento in cui avevamo tanti infortunati e dovevamo cambiare modulo".

Il gol di tacco è stato un gol d'istinto?
"Sì, l'istinto semplicemente mi ha detto che potevo fare solo questo. Un rimpallo, Caceres a sinistra e un altro difensore in arrivo. Mi sono detto 'Faccio così'. Poi è entrata e sono felice che sia entrata".

Gol, assist, punizione procurata. Sulla punizione di Kolarov eri lì, vicino a lui. Hai avuto più del 5% delle possibilità di tirare quella punizione?
"(Ride, ndr) Diciamo che, anche per logica, la percentuale era anche più bassa. Da vicino serve quel tipo di punizione: una fucilata magari sul palo del portiere come ha fatto Alex. E diciamo che tra me e lui è sicuramente più adatto lui a tirare una fucilata sul palo del portiere. Sono contento per lui. Se lo merita. Oltre a essere un giocatore, e sappiamo che giocatore è, è anche una grande persona e un bravo ragazzo. Ci ha fatto bene segnare subito dopo che loro avevano pareggiato. Ci ha reso ancora più cattivi, ancora più vogliosi di portare a casa la partita. E' stato importantissimo il gol di Alex".

Da Bologna a ieri, passando per il Frosinone. Cosa è scattato nella vostra testa?
"Non eravamo scarsi prima, non siamo fenomeni adesso. Secondo me, sicuramente, quello che ci ha aiutato è stato anche il guardare la classifica. Noi di queste cose ne parliamo tutto il giorno. E stare in una parte della classifica dove non meritavamo di stare ci ha probabilmente fatto scattare (non chissà cosa) un po' di voglia di rivalsa, per far capire a tutti che noi abbiamo voglia di fare e fare bene. Poi abbiamo vinto due partite, il campionato non è finito e dobbiamo continuare a dimostrare quello che abbiamo dimostrato in queste due partite".

Kolarov con la frattura, De Rossi con il ginocchio dolorante. Se insieme avete sofferto, ora stiamo davvero tornando su.
"Il discorso su Alex era anche riferito a questo. Noi sappiamo cose in campo che al di fuori non si conoscono. Se Daniele non l'avesse detto non si sarebbe saputo che Alex aveva giocato con un dito del piede fratturato. E' comunque un grande gesto, ma non perché ha il dito del piede fratturato, ma semplicemente perché è stato lì in campo, ci ha dato una mano, non ci ha mai messo in difficoltà. E questa è una cosa che è un po' in tutto questo gruppo. Noi siamo molto uniti. L'ambiente, nonostante i momenti di difficoltà (che quelli ci sono stati e speriamo non ci siano più).... il gruppo non si è mai disunito e non è mai stato brutto stare all'interno di questo gruppo. E' stato sempre bello e positivo, soprattutto per noi giovani che abbiamo tanto da imparare. Possiamo imparare da questi atteggiamenti, come quello di Alex o anche quello di Daniele, che stava poco bene ma che non ha voluto tirarsi fuori dalla partita".

Bastano poche partite storte per dire che i giocatori sono contro l'allenatore. Forse le cose sono più semplici.
"Sì, noi non dobbiamo cercare una soluzione per me. Dobbiamo solo ritrovare la semplicità e la serenità nel fare le cose, e continuare sempre a lavorare. Per me fare troppe chiacchiere è sbagliato. Noi facciamo questo lavoro dall'interno e per noi questo è l'atteggiamento normale da tenere. Poi è normale che ognuno fa il suo lavoro. E c'è chi comunque deve trovare una soluzione (anche all'interno, non parlo solamente dell'esterno), ma noi che siamo i giocatori in campo l'unica soluzione che dobbiamo trovare è quella di stare in campo al 100% fisicamente e mentalmente. Non credo al fatto di avercela con qualcuno. Ci sono tante dinamiche, positive e negative. Se un giocatore non gioca gli rode il culo, e sarà sempre così. Tante cose che vengono dette non esistono".