Sono ore strane, queste. Agitate, pure. Obbligatorio pensare al delicato "quarto" di domani sera in casa dell'Ajax, e avere per questo lo stomaco attorcigliato dalla tensione, ma impossibile non rivangare, sospirando e scrollando il capo, il recente, triste passato in campionato. Come è possibile dimenticare, proprio alla vigilia dell'impegno contro gli olandesi, quello che la Roma (non) ha fatto – e non solo recentemente - in Italia? Qual è il motivo che ha portato l'unica squadra italiana ancora in corsa in Europa a precipitare al settimo posto in classifica in campionato? Eppure, ecco il punto, l'allenatore e i giocatori sono gli stessi: in Europa hanno vinto otto gare su dieci, in Italia non hanno mai battuto una "big".

Perché in campo internazionale la Roma fa la Roma e invece all'interno dei confini nazionali ha fatto – escluse rare eccezioni - la Rometta? Di chi è la colpa? Azzardato ipotizzare che sia più facile far bene in Europa piuttosto che in Italia. O che la Roma in Europa League abbia finora affrontato solo deboli squadrette di provincia. Non cancelliamo in un sol colpo simili spiegazioni, ma per mille ragioni non possono essere queste le uniche verità.

La Roma, ce lo dicono i numeri, è una squadra che in Europa non si è mai dimostrata fragile, molle e tenerona sotto l'aspetto mentale (e non solo sotto quello tattico, per capirci) come invece è apparsa con irrisoria puntualità in campionato. Aver vinto quattro volte su quattro contro Sporting Braga e Shakhtar Donetsk nel peggior momento del suo cammino in Serie A lo sta a confermare, e deve imporci alcune riflessioni. Che, per forza di cose, vanno al di là del valore delle avversarie europee. Ecco perché la faccenda non può essere esclusivamente tecnico-tattica: ad esser severi, si potrebbe dire che in Italia tutti hanno sgamato come gioca la Roma, mentre in Europa no. Ma non sarebbe un'analisi completa. Il discorso è molto più articolato, e investe fattori come la concentrazione, l'attenzione, la determinazione che spesso incidono più di una giocata o di uno schema. Anzi, le giocate riescono meglio se le proponi con quelle qualità mentali appena citate. Ecco, forse la Roma finora in Europa è stata più forte di testa che di gambe. E questo l'ha aiutata a non mostrarsi mai piccola. Si attendono convincenti conferme domani, davanti al Tribunale dell'Ajax.