«Vivo per le mie passioni, la pittura e la Roma». Si può riassumere così la storia di Lara Lazzari, artista bolognese la cui vita è legata a doppio filo con i colori giallorossi. Un legame cominciato dieci anni fa e arrivato fino a Valencia, dove si è trasferita da poco, portando con sé l'arte romanista.

Come nasce il tuo amore per la Roma?
«Mi è bastato trasferirmi nella Capitale, appena sono arrivata mi sono subito innamorata del contesto romanista. La passione vera però è nata dalla prima volta che sono andata allo Stadio Olimpico. Era una partita contro la Juve e sono andata da sola. Mi ricordo che c'era Totti che faceva riscaldamento: io provavo a salutarlo e quando si è girato verso di me mi sono emozionata. Poi ho iniziato a girare i settori, a farmi delle amicizie. Da quel giorno sono andata sempre, quando possibile».

Cosa ti ha portato a dipingere a tinte giallorosse?
«Inizialmente lavoravo come architetto ma trovare un impiego era difficile. Per hobby facevo dipinti a parete ma presto è diventato il mio impegno principale, insieme all'organizzazione di eventi. Un giorno sono stata invitata a una trasmissione di calcio in una tv romana. Io non ero certamente un'esperta, ma quando mi è stato chiesto di scegliere un "lato" non ho avuto dubbi nel mettermi in quello romanista. Ogni puntata portavo delle vignette sulle partite che aveva giocato la Roma. Dai fumetti si è passato ai quadri dei calciatori. Ho messo insieme le mie due passioni e non mi sono più fermata. Ne ho approfittato per lavorare anche per cause benefiche, come fatto all'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù e per Amatrice».

Dei tanti calciatori che hai dipinto, con Totti c'è un legame particolare.
«Io ero allo stadio anche quel 28 maggio. "Uscirai dal campo solo per entrare nella leggenda": questo diceva lo striscione che avevo con me. Quando lui l'ha visto e lo ha condiviso anche tramite la sua pagina è stata una grande emozione. Per Totti ho fatto tantissimi quadri, alcuni per gusto personale, altri su commissione. Con la sua figura ho fatto contenti anche molti bambini che volevano il loro capitano sulla parete della cameretta. Però ho dipinto anche altri calciatori, da Di Bartolomei a De Rossi, e tante volte la Curva Sud».

Ora vivi a Valencia. Stai continuando anche in Spagna?
«Per lavoro ho dovuto cambiare un po' il mio stile, ma quando posso continuo a dipingere di Roma, non potrei mai farlo per qualcosa che non mi appassiona. Ambientarsi qui non è stato facile ma ora è una città a mia dimensione, conoscere molti italiani mi ha aiutato molto. Certo, mi manca la bellezza di Roma e andare allo stadio ma sto provando a portare il giallorosso anche a Valencia».

Come si vive la Roma all'estero?
«La gente che frequento qui è molto romanista, tifosi dalla nascita che come me si sono trasferiti. Qui ci sono tanti pub gestiti da italiani che trasmettono le partite della Serie A ma a noi delle altre interessa poco, l'importante è vedere la Roma in compagnia. Qui i giallorossi sono tanti e ci riconosciamo facilmente tra di noi. Rispetto all'Italia mi sono resa conto che si sentono molto meno le polemiche, la tifoseria si riduce al gioco, alla maglia, indipendentemente dai risultati».

Quali sono i tuoi progetti per il futuro?
«Il mio sogno è ricreare qui lo stadio, mi manca troppo. Mi sto muovendo per fondare il Roma Club Valencia, ho già individuato un posto che sarebbe disposto a tesserare tanta gente e dove tutti i romanisti si potranno riunire. Io intanto continuo a tifare con la sciarpa giallorossa che mi porto ovunque, la stessa che mi portavo per seguire la mia Roma. Un giorno farò una parete anche qui in Spagna con le coreografie della Sud, forse quella del "Ti Amo" o scrivendo "Il mio nome è simbolo della tua eterna sconfitta"».

Una delle tante opere di Lara Lazzari che ritraggono la Curva Sud