Il medico di base, nove volte su dieci, non ha bisogno che il paziente parli. Li conosce tutti, da anni. Dentro al suo pc ha la radiografia di ognuno di loro, lo storico di ogni malattia, tutti i farmaci che gli ha prescritto. E, soprattutto, conosce il loro carattere, la loro testa, le loro debolezze. Le paranoie. Perciò, il più delle volte, sa la cura prima ancora di ascoltare il malanno. E se li vede sfilare davanti, l'uno dopo l'altro, ascoltandoli senza mai rimanere stupito di nulla. L'ipocondriaco, il mitomane, quello che sta male per davvero ma che ha tempra e forza di volontà, chi gli fa le domande, ma non ascolta le risposte perché preferisce trovarle su internet e tutta un'altra serie di persone, e personaggi, che popolano quotidianamente il suo studio. Quello di un professionista che, prima che medico, deve essere psicologo, sociologo.

Ecco, vi ho costruito la scena - immaginatevela - perché voglio chiedervi cosa penserebbe quel medico vedendo sedersi, davanti a lui, la ROMA. E conoscendo la sua cartella clinica. Cartella in cui "Sbalzi d'umore" è cerchiato in rosso. Già, perché quel dottore sa bene che se la squadra giallorossa dovesse andare a trovarlo due volte a distanza di soli tre giorni potrebbe ritrovarsi davanti personalità, e atteggiamenti, completamente differenti. Spavalda, il giovedì: solare, unita, vincente. Depressa solo settantadue ore dopo, irriconoscibile. Con lo sguardo fiero la prima, vacuo e perso nel vuoto la seconda. Come fossero due realtà diverse, il giorno e la notte. In una pirotecnica alternanza di stati d'animo che brucia allenatori, direttori sportivi, giocatori e capitani. Una così rapida schizofrenia di atteggiamenti da rendere vetusta ogni prescrizione solo qualche attimo dopo averla stampata. Perché se dopo la partita di Coppa - vittoria a Kiev, conquista dei quarti di Europa League, unica italiana ancora in corsa nelle competizioni europee - quel medico aveva apposto il timbro su un calmante per non far travolgere la ROMA dalla troppa euforia… Ecco che neanche tre giorni dopo, sulla stessa ricetta, sarà costretto a indicare degli eccitanti per farla riprendere e tornare a sorridere, correre, vincere. Proprio come quelle persone a cui vuoi bene ma sui cui, purtroppo, raramente puoi fare affidamento.