Scouting scout. E i boy scout c'entrano zero. Nel senso che stiamo, ovviamente, parlando di calcio. E, in particolare, di un settore che negli ultimi anni è diventato sempre più imprescindibile per qualsiasi società di livello che, come obiettivo prioritario, di anticipare il mercato, cioè scoprire il talento quando ha un costo ancora accettabile. E' un aspetto, quello dello scouting su cui, non a caso, Tiago Pinto si è voluto soffermare nel corso della sua conferenza stampa di presentazione. Spiegandoci come lui creda molto in questo settore e che, quindi, uno dei suoi principali obiettivi era quello di potenziarlo e ristrutturarlo. Quindi scouting di scout anche se per questo settore pare non ci siano troppe società di cacciatori di teste, società a cui come sappiamo, i Friedkin si sono rivolti per selezionare i nuovi dirigenti che hanno messo piede a viale Tolstoj.

Partiamo intanto da quello che c'è. Perché la Roma una struttura di scouting ce l'ha. Non più numerosa come ai tempi di Walter Sabatini e Ramon Monchi (dieci persone ad analizzare giorno dopo giorno non meno di una quarantina di campionati), ma comunque competente ed efficiente (basti pensare per esempio alle operazioni Villar e Ibanez pagati in tutto una quindicina di milioni, oggi ne valgono non meno del quadruplo). A capo della struttura attuale c'è Antonio Cavallo arrivato a Trigoria insieme a Gianluca Petrachi, ma rimasto come da contratto (in scadenza il trenta giugno del prossimo anno) anche dopo il divorzio con il dirigente leccese. Cavallo ha quattro collaboratori e lavora ventiquattro ore al giorno nella ricerca del giocatore giusto (in questo momento le priorità sono un portiere e un centravanti).

Ma non è da escludere che ci possa essere un cambiamento importante nel settore scouting della Roma. Anche perché di fronte a un possibile ingaggio della Fiorentina di Gianluca Petrachi, Cavallo potrà dire no alla chiamata del suo capo storico a cui è legato anche da amicizia? E allora, anche alla luce di tutto questo, Tiago Pinto sta pensando a una ristrutturazione. E, ovviamente, il dirigente portoghese sta pensando a qualcuno che già conosce bene. Del resto quando un dirigente arriva in una nuova realtà, si porta sempre dietro un uomo di fiducia (succede per esempio pure nei quotidiani, quando arriva un nuovo direttore potete scommetterci che con lui arriva qualcun altro). E, quindi, lo scouting degli scout, porta dritto dritto al nome di Pedro Ferrerira, capo scouting di quel Benfica dove Tiago Pinto ha lavorato fino al trentuno dicembre scorso. Si racconta, oltretutto, che il filo diretto tra i due portoghesi non si sia mai interrotto, con Pinto che chiede notizie, dati, impressioni sui giocatori che potrebbero interessare la Roma (lo ha fatto, per esempio, anche per Reynolds). Tra i due c'è una grande stima reciproca e, se ci facessero una quota, noi un euro sull'arrivo di Pedro Ferreira in giallorosso lo metteremmo.

Legend

Si è parlato nelle settimane scorse della possibilità da parte della società di ingaggiare un club manager affidandogli i compiti di filtro tra società e squadra. In realtà, per quello che siamo riusciti a sapere, il progetto è di più ampia portata. Ovvero, nel tempo, ingaggiare quattro-cinque nomi storici, i cosiddetti legend, a cui affidare sì compiti di rappresentanza, ma anche azioni concrete. Per esempio i contatti con le tante Academy giallorosse sparse nel mondo e, anche, essere protagonisti delle tante iniziative, sempre ottime, di Roma Cares. Qualche contatto è stato già avviato. In particolare con un ex giallorosso campione d'Italia nel 2001. A breve è previsto un nuovo incontro tra le parti. L'obiettivo nascosto, diciamo così, di questo progetto è di garantire una ventata di romanismo alla società, cosa che all'interno del club, a partire dai Friedkin, viene considerata opportuna.

Il nuovo Calvo

Il Direttore Operativo della Roma, questione di settimane, saluterà. Da tempo ha presentato le dimissioni pur continuando a lavorare sodo, soprattutto per quel che riguarda il settore sponsorizzazioni. In questo giorni, inoltre, sta facendo una specie di passaggio di consegne con il dirigente olandese ex Adidas che è appena arrivato. Ma che sulla carta non prenderà il suo posto. Per quello i Friedkin si sono affidati a tre società di cacciatori di teste per trovare il nuovo Direttore Operativo. La short list dei pretendenti si chiuderà entro la fine di questo mese, ma la novità è che si sta pensando di non prendere, subito, un nuovo Calvo. Si sta riflettendo sul fatto se non valga la pena dare le deleghe ad alcuni dirigenti già operativi, evitando di ingaggiarne uno nuovo. Per il resto c'è da segnalare che la Deloitte probabilmente non sarà più la società dei revisori dei conti del club.