"Grazie per i tuoi film, per le tante risate, per la tua amicizia e il tuo immenso amore per la Roma. Ciao Carlo". Così Francesco Totti su Twitter ha salutato Carlo Vanzina. Il regista è morto oggi all'età di 67 anni. Anche la Roma ha espresso in un tweet il suo cordoglio, stringendosi al dolore della famiglia. 

Vanzina ha raccontato le vacanze degli italiani e ha descritto con attenzione le trasformazioni del nostro Paese all'interno delle sue commedie. Il regista, romano e romanista, si è spento ieri nella sua città natale dopo aver combattuto contro una brutta malattia. Figlio del regista e sceneggiatore Steno, pseudonimo di Stefano Vanzina, nonchè fratello minore dello sceneggiatore e produttore Enrico Vanzina, ha frequentato il Lycée Chateaubriand di Roma. È stato sposato prima con l'attrice Ely Galleani e poi, dal 1980 al 1987, con la costumista cinematografica Marina Straziota, per poi risposarsi nel 1996 con Lisa Melidoni, da cui ha avuto due figlie.

Regista, produttore cinematografico e sceneggiatore italiano, ha firmato alcuni dei maggiori successi del nostro cinema degli anni Ottanta e Novanta, conducendo in prima linea una particolare evoluzione della commedia all'italiana. L'ha spinta verso i territori più facilmente commerciali del giovanilismo e dell'umorismo di derivazione televisiva. Ha dato modo a tanti di scappare dalle preoccupazioni per rifugiarsi in due ore di risate, senza dimenticare la realtà, che in maniera leggera, è sempre presente nelle sue opere. Ha imparato dai migliori: Monicelli, il padre Steno e Alberto Sordi. «Monicelli era un burbero, un finto cattivo. Mi ha trattato in maniera infernale, ho pianto tanto ma nonostante questo ho serrato i denti e sono andato avanti finché mi ha fatto suo primo aiuto», raccontava Carlo. E, anche grazie ai loro insegnamenti, ha formato con il fratello Enrico un'affiatatissima coppia di cineasti di grande versatilità ed efficienza produttiva.

Alcuni dei film di successo

Dopo il suo debutto dietro la macchina da presa nel 1976 con "Luna di miele in tre", ha realizzato in quarant'anni circa sessanta film. I suoi primi successi sono giunti con la scoperta di Diego Abatantuono con "Eccezzziunale... veramente" e "Viuuulentemente mia", entrambi del 1982, seguiti l'anno successivo, dal lancio di uno spensierato sottogenere legato al tema delle vacanze, delle amicizie e degli amori che nascono in questo frangente e della nostalgia successiva, quella del ritorno alla quotidianità, con "Sapore di mare".

Sempre in tema di rispolveri di modelli, ha poi rivitalizzato abilmente il film a episodi con comici di provenienza televisiva con "Vacanze di Natale" (1983) e "Yuppies - I giovani di successo" (1986), una formula che è stata la migliore garanzia della sua fortuna cinematografica anche in seguito, con "Sognando la California" (1992), "S.P.Q.R. - 2000 e ½ anni fa" (1994) e "A spasso nel tempo" (1996), cui è seguito "A spasso nel tempo - L'avventura continua" (1997).

È stato senza dubbio questo, la commedia e la sua rivisitazione legata all'analisi del panorama italiano, che l'ha reso tanto famoso. Meno incisivo, invece, quando ha provato a rivisitare altri generi come il noir ("Sotto il vestito niente", 1985) e la commedia meno farsesca ("Io no spik inglish", 1995). Nel 2002 è uscito poi "Febbre da cavallo - La mandrakata", atteso seguito del film quasi omonimo, "Febbre da cavallo", diretto nel 1976 dal padre. Nel 2004 è stata la volta di "In questo mondo di ladri". Nel 2005 ha diretto "Il ritorno del Monnezza", un omaggio a Tomas Milian. Nell'estate del 2008 è uscito il film "Un'estate al mare", che descrive sette storie divertenti ambientate nei luoghi celebri dell'estate all'italiana.