Non trova pace la questione Stadio della Roma. A momenti di euforia e speranza continuano infatti ad alternarsi fasi di profonda rassegnazione e sconforto, che allontanano sempre più i tifosi dal sogno dell'impianto di proprietà della società giallorossa. Questa volta la speranza era stata rappresentata dalle parole della sindaca Virginia Raggi, prontamente bilanciate e trasformate in sfiducia dalle dichiarazioni odierne di Roberto Morassut. Tramite la propria pagina Facebook il Sottosegretario di Stato per il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare ha infatti fortemente criticato il progetto e la vicenda Tor di Valle, proponendo anche una possibile situazione epr risolvere una volta per tutte la questione. Ecco le sue parole: "Sarebbe buona cosa chiudere questo inganno di Tor di Valle. Ho sempre detto che era una grande avventura che si sarebbe trasformata in una ciclopica illusione per i tifosi e per una società come l'As Roma che merita rispetto per la storia che rappresenta. Inoltre, l'area di Tor di Valle, comporta enormi problemi non solo per i costi di infrastrutturazione, come è sempre stato chiaro, ma anche per le opere di prevenzione idraulica. Opere che potrebbero tutelare la zona di Tor di Valle ma non cancellerebbero il rischio idraulico per tutti gli insediamenti. Cose note che dissi fin dall'inizio. Si è preferito invece per anni solleticare la tifoseria illudendola. E adesso? L'unica vera soluzione è combinare una triangolazione di forte impronta pubblica che abbia anche i caratteri di una vera rigenerazione urbana. Il CONI trovi il modo di cedere alla Roma l'Olimpico per ristrutturarlo come un moderno stadio di calcio con servizi commerciali e valorizzazioni adeguate. Il Comune ceda il Flaminio alla Lazio per un altro progetto di ristrutturazione e valorizzazione. Un grande impianto per l'atletica può essere realizzato dal Coni a Tor Vergata al fianco della Vela di Calatrava ora finalmente rifinanziata.Sarebbe una grande operazione politica e urbanistica per Roma, che darebbe finalmente alle società capitoline e alle loro tifoserie una sospirata "casa" senza assurde speculazioni e senza impatti sul territorio".