Nel 2009 Filippo Galli è diventato il responsabile del settore giovanile del Milan e uno dei primi giocatori che ha dovuto valutare è stato proprio Bryan Cristante. Il centrocampista della Roma, allora quattordicenne, arrivò a Milano nello stesso anno ed è stato accompagnato in tutto il suo percorso fino alla prima squadra dall'ex difensore rossonero, che a fine giugno lascerà il Milan dopo una vita trascorsa insieme. Ricca di titoli e di giovani consegnati al calcio dei grandi. Raggiunto telefonicamente da il Romanista, Galli ha subito messo le cose in chiaro: «Bryan è un acquisto importantissimo per i giallorossi, non ci sono dubbi».

Cosa può aspettarsi la Roma da Cristante?
«È un centrocampista molto duttile che può giocare in diversi ruoli. Non so quale sarà il sistema di gioco che applicherà la Roma la prossima stagione, però può giocare sia in un centrocampo a due che in un centrocampo a tre. Come mezzala o come trequartista. Forse non è il classico play che può dettare i tempi di gioco. Ha tempi di inserimento e un tiro importante. Credo che la capacità d'inserirsi sia una dote particolare di Bryan che quest'anno ha fatto nove gol in campionato. Ma ha anche un'altra dote fondamentale».

Quale?
«Si è sempre applicato, rimanendo molto concentrato sul lavoro e sull'allenamento. Un giocatore di sicuro affidamento».

Cosa può raccontarci del primo Cristante?
«È arrivato a quattordici anni ed è rimasto nelle giovanili più o meno quattro o cinque anni, facendo tutta la trafila fino alla Primavera, con le apparizioni in prima squadra ancora molto giovane. Ha sempre giocato sotto età. Ha vinto un campionato con gli Allievi del '94 e lui era un '95 insieme a Petagna. Giocando con i più grandi è sempre stato messo di fronte alle difficoltà e si è calato in queste situazioni nella maniera giusta, fin da subito».

Si notava già allora questo fiuto per il gol?
«Ha sempre avuto l'istinto dell'inserimento e un grande tiro da fuori che ha saputo sfruttare anche nelle giovanili. Nessuno ha la sfera di cristallo, ma noi tutti ci aspettiamo sempre che i nostri ragazzi ci sorprendano e quando questo succede credo che sia la cosa più bella per chi fa calcio nel settore giovanile. Mi auguro che Bryan ci stupisca ancora di più in futuro».

La famiglia che ruolo ha avuto nella sua crescita?
«Molto importante. È stata sempre molto presente, ma mai invadente. Lui ha fatto un lungo percorso, andando anche all'estero con il Benfica imparando molto. Questo è stato sicuramente un vantaggio».

L'affare chi l'ha fatto, l'Atalanta o la Roma?
«L'Atalanta fa una plusvalenza notevole, però la Roma fa l'affare dal punto di vista tecnico. Ha bruciato le tappe ovunque. Ha avuto anche dei momenti di difficoltà, ma è riuscito a venirne fuori con grande determinazione. Quando è tornato in Italia dal Portogallo non è stato affatto semplice, ma ha saputo affrontare la situazione con carattere. Credo sia un altro aspetto da sottolineare questo della personalità e della voglia di non mollare».