La premessa doverosa è che durante il mercato tutto può cambiare da un momento all'altro. E nel caso di una trattativa imponente come quella che sta per portare Milik alla Roma e Dzeko alla Juventus (tre club coinvolti, una serie di clausole e dettagli non facili da incastrare in poche ore), le possibilità aumentano esponenzialmente: quello che ora è buono, nel giro di poche ore può non esserlo e viceversa. Sta di fatto che domani la Roma scenderà in campo al Bentegodi per la prima partita ufficiale della nuova stagione e al momento Fonseca non sa ancora su quale centravanti potrà contare. L'eventuale presenza del polacco imporrebbe una corsa contro il tempo, che peraltro non dipende soltanto dai giallorossi: le pendenze della punta con il Napoli sono ancora da sistemare nel dettaglio e i negoziati con De Laurentiis non sono semplici per i club come per i giocatori.

Mentre il trasferimento del bosniaco a Torino può godere del vantaggio di un giorno in più (la Juventus giocherà domenica sera): ulteriori ventiquattro ore che potrebbero valere non poco nel caso specifico. Al momento però Dzeko è ancora un tesserato della Roma e in quanto tale convocabile per la trasferta di Verona. Anche il recente passato è denso di esempi di calciatori già sicuri di partire eppure schierati per necessità a poche ore dall'ufficialità della cessione: nel 2010 Okaka firmò uno splendido gol di tacco al Siena prima di chiudere le valigie in direzione Londra (Fulham), dove arrivò il giorno successivo. Ma qui il tempo stringe davvero. L'allenamento di oggi è fissato per le 10, la partenza da Fiumicino alle 17.30 e probabilmente qualcosa sarà chiarito dal tecnico in conferenza stampa. Intanto su Instagram ha lanciato un messaggio ai tifosi: «Inizia la nuova stagione e stiamo lavorando duro per rendervi orgogliosi. Forza Roma!».

Esiste comunque una terza soluzione per l'attacco: quella provata nelle prime amichevoli, quando Dzeko era impegnato in nazionale. Ovvero Mkhitaryan più avanzato, da centravanti di manovra o falso nove che dir si voglia. In quel caso alle sue spalle, con lo stop di Perotti, l'indisponibilità di Pedro, la cessione di Ünder e la "fresca" negatività al Covid di Kluivert e Perez, sarebbero Pellegrini e Villar a giostrare da trequartisti. Sempre che il modulo sia quello con la difesa a tre. In caso contrario il ricorso a uno fra l'olandese e l'ex Barça (favorito) sembra inevitabile. In un ipotetico reparto arretrato a quattro i centrali sarebbero Mancini e Ibanez. Karsdorp a destra e Spinazzola sul versante opposto sembrano certi con entrambi i sistemi. Mentre con tre difensori al centro, uno dei posti sarebbe invece occupato dal neoacquisto Kumbulla. In mediana la collaudata coppia Veretout-Diawara.