Campionato appena concluso, tempo di bilanci. E di conseguenti piani per il mercato. Fermo restando che le due fasi non dipendono dai singoli reparti, quanto dai movimenti di squadra. Ma l'attacco è sembrato essere quello più deficitario, soprattutto a fronte del valore dei giocatori a disposizione. Fatta salva la grande stagione di Dzeko, trascinatore in Champions, e l'esplosione di Ünder da febbraio in poi, le altre punte hanno mostrato un rendimento altalenante. Tanto da rendere il confronto di cifre con l'anno precedente quasi impietoso, per quanto riguarda le reti realizzate: 124 complessive nel 2016/17, a fronte delle 83 nella stagione chiusa domenica scorsa (anche se con tre partite in meno).

Logico, quasi inevitabile, che la Roma cerchi di cambiare qualcosa proprio lì davanti. Se come appare probabile, dovessero entrare due punte, quantomeno per ragioni numeriche altrettanto sarebbero costrette a partire. La situazione attuale sembra chiara. Dzeko è uno dei leader della squadra, attaccante di livello mondiale e già fra i primissimi bomber della storia giallorossa. Per ragioni tecniche e anagrafiche oggi è inamovibile, come confermato anche dalle recentissime parole di Monchi. Ünder ha disputato una seconda parte di stagione straordinaria, conquistando a suon di prestazioni e gol un posto nella formazione titolare, e l'età (appena 20 anni) gioca dalla sua. Su Schick la società ha intenzione di continuare a puntare, anche per non depauperare l'ingente investimento della scorsa estate. Quest'anno sfortuna e guai fisici si sono accaniti su di lui, ma sul talento del ceco nessuno nutre dubbi.

Chi è stato ugualmente perseguitato dagli infortuni, ma potrebbe andare a cercare il riscatto altrove è Gregoire Defrel. Il Torino rappresenta una pista calda, anche se dal suo entourage fanno sapere che difficilmente andrà in prestito. Il francese piace anche in patria, ma la Roma adesso rischia di incassare dalla sua cessione molti milioni in meno dei 23 stanziati (lo scorso anno ne sono però usciti 5) per il suo cartellino. Altro indiziato a lasciare i giallorossi uno dei due esterni che si sono alternati sulla corsia mancina. La parabola di El Shaarawy e Perotti è stata simile: arrivati simultaneamente nel gennaio 2016, sono stati valori aggiunti in questi due anni e mezzo. Senza però mai garantire il vero e proprio salto di qualità, se non sporadicamente. Il Faraone piaceva al Napoli, ma il cambio epocale sulla panchina azzurra potrebbe far virare altrove l'interesse. Perotti ha qualche anno in più (quindi un valore differente) ma molti estimatori in Spagna.