«Non abbiamo molto tempo per recuperare, per me sarebbe importante avere almeno 72 ore fra una gara e l'altra, ma non voglio che diventi un alibi». Così rispondeva Paulo Fonseca alla domanda de Il Romanista in conferenza stampa sui tanti impegni ravvicinati, alla vigilia di Cagliari-Roma. Era il 29 febbraio scorso: centoquindici giorni dopo il tecnico giallorosso torna a confrontarsi con i cronisti. Lo farà a distanza, nel pieno rispetto dei protocolli che sono stati fissati dopo la pandemia, anche per quanto riguarda l'informazione.

Uno dei tanti cambiamenti post Covid. Niente più conferenza nella sala stampa di Trigoria dunque, ma domande inviate da ogni testata al club, che poi provvederà a smistarle e rivolgerle direttamente all'allenatore. Le sue parole saranno poi trasmesse nel pomeriggio da Roma Tv. Una scelta dettata da un'allerta ancora alta nel numero di persone da ammettere all'interno del centro sportivo, per evitare pericolose contaminazioni. Scelta differente per esempio da quella che ha caratterizzato le conferenze del Governo in piena pandemia, con le domande dei giornalisti in diretta video. Format che ha convinto poco, anche per i diversi problemi tecnici a cui si è assistito in quel periodo. Come per tutto il resto, anche nel campo della comunicazione la situazione è in divenire e quindi non è detto che la nuova formula di interviste ridotte (nel post partita saranno ammesse soltanto le televisioni) o a distanza proseguano fino al termine del campionato. Lo stesso numero di giornalisti ammessi in tribuna (dieci per ora) stampa potrebbe subire modifiche. Già a stretto giro di posta.