In un'intervista rilasciata a Rory Smith del New York Times, James Pallotta ha raccontato i retroscena dell'impresa compiuta dalla Roma contro il Barcellona. Il Presidente della Roma ha raccontato che anche a Boston non riesce a guardare le partite seduto comodamente su una sedia, tanto da avere installate cinque televisioni per poter girare e vedere la partita camminando.

Sulla partita di martedì sera, invece, ha detto: "Migliaia di persone che stavano piangendo a dirotto. Non ho mai visto una cosa del genere, la gente stava impazzendo!"

Il giornale ha rivelato che Pallotta non ha voluto lasciare l'Olimpico al termine del match per poter rilasciare interviste e festeggiare negli spogliatoi con i giocatori e con l'allenatore. Solamente nella tarda notte è tornato all'Hotel de Russie, dove alcuni dello staff lo hanno accolto vestiti con i colori giallorossi della sua Roma. Uno di loro, come ha raccontato lo stesso Pallotta, "mi ha detto 'VAI, VAI' perché c'erano migliaia di persone in Piazza del Popolo".

Un tuffo che gli è costato una multa da parte dell'amministrazione capitolina: "Non permetto i tuffi nelle fontane, ma se li fai devi anche metterci i soldi per ripararle". Inoltre, mentre era immerso nella fontana, ha perso la chiamata del Presidente del Liverpool (e dei Boston Celtics), che voleva congratularsi con lui.

Pallotta ha inoltre ricordato come alcuni media spagnoli avessero definito il sorteggio dei quarti "Un cioccolatino Romano" per il Barcellona. E ha aggiunto, riguardo alla sua visione per il futuro della società: "Se vuoi essere un brand mondiale devi creare contenuti 24 ore su 24.  La Roma è uno dei club con il più alto tasso di crescita nei social media".

Riguardo all'utilizzo della tecnologia nello scouting e al ruolo di Monchi, Pallotta ha commentato: "Ha visto che noi potevamo realizzare ciò che lui stava pensando di fare"

Poi ha ricordato: "Quando sono arrivato ho detto che in fin dei conti tutto quello che volevo fare era celebrare titoli con dei salti nelle fontane di Roma. Così mi tuffai nella piscina di Trigoria. Pensavo fosse riscaldata. Non lo era. Ed era metà gennaio".