Il direttore sportivo Monchi torna a parlare. Il dirigente della Roma ha rilasciato una lunga intervista a sport.es per parlare della prossima partita di Champions League, in programma mercoledì 4 aprile alle 20:45, al Camp Nou, contro il Barcellona allenato da Ernesto Valverde. Queste le sue parole:

Pensi che il Barcellona sia una squadra favorita non solo in questo pareggio, ma anche per la vittoria finale in Champions League?
"Il Barcellona è sempre favorito, in qualsiasi competizione a cui partecipa, perché ha la capacità, la tradizione e persino l'obbligo di esserci. Penso che sia un Barcellona diverso rispetto all'anno scorso, non dico né peggiore né migliore, semplicemente diverso. Ha qualità che tutti conosciamo sia a livello individuale, sia collettivo che la rendono una squadra molto difficile da sconfiggere".

Come dovrebbe la Roma affrontare la partita contro il Barcellona?
"Ovviamente conoscendo le qualità dell'avversario, devi cercare di annullarle. Ma la Roma ha i suoi punti di forza e la sua filosofia, a cui non deve rinunciare".

Ritiene che la Roma sia una squadra sottovalutata a livello europeo?
"No, la squadra è rispettata. A volte non conoscere un campionato, o una squadra, ti fa sottovalutare l'avversario. Credo però che nel calcio professionistico, la Roma sia una squadra rispettata e una società che si è guadagnata un nome nel calcio europeo".

La tua professione si basa sulla scoperta del talento. Cosa provi quando vedi giocare uno come Messi?
"Approfitto di essere contemporaneo di Leo Messi per ammirarlo quando gioca, come ne approfittavano quelli che erano contemporanei di Di Stefano, Pelè e Maradona. Come amante del calcio, posso solo divertirmi osservando il  suo modo di giocare. Scoprire i giocatori come Messi non è facile, perché non ci sono così tanti Messi".

Molti giocatori sottolineano che un'ulteriore difficoltà del Camp Nou è la dimensione del campo. Conosci bene lo stadio, sei d'accordo?
"Il Camp Nou sembra enorme perché il Barcellona col suo gioco ti fa correre molto. Se saremo in grado di sfruttare il campo e la sua atmosfera a nostro vantaggio, ne trarremo carica, perché gli occhi di tutto il mondo saranno puntati su questa partita".

Si incontrerà di nuovo con il croato Ivan Rakitic, un giocatore che portasti firmato a Siviglia. Sei ancora in contatto?
"Abbiamo un ottimo rapporto a livello personale, un rapporto costruito ai tempi del Siviglia e che abbiamo mantenuto. Lui è uno dei giocatori con cui ho una relazione fuori dal campo. Ci incontreremo, ognuno vorrà difendere la propria squadra, ma con il rispetto e l'amicizia di sempre".

Anche a Roma, hai un buon rapporto con gli argentini, ex Siviglia, Perotti e Fazio ...
"Li conosco da molto tempo, abbiamo una buona relazione. Sono contento che abbiano trovato un posto dove valorizzare tutto ciò che hanno fatto in carriera. Sono attori importanti nel presente e nel futuro della Roma. Spero vadano ai Mondiali perché se lo meritano".

Una delle sue grandi intuizioni nel passato mercato è stato il turco Cengiz Under, che sta facendo molto bene...
"Con Cengiz dobbiamo avere pazienza, dobbiamo continuare a lavorare giorno per giorno perché è un ragazzo che ha appena lasciato casa sua, ma è vero che i passi che sta compiendo sono solidi. Siamo felici ed emozionati. Dobbiamo continuare a proteggerlo, ma ha delle doti fondamentale: qualità e calcio".

La Spagna è stata la protagonista di un grande 6-1 contro l'Argentina ed è una delle favorite per la Coppa del Mondo. Vedi analogie tra questa Spagna e quella del 2010?
"La Spagna sarà tra le favorite, ma non possiamo pensare che la Coppa del Mondo sia già stata vinta, perché in primo luogo sarebbe una mancanza di rispetto per le altre squadre, che sicuramente avranno le loro opportunità e poi sarebbe un'ulteriore pressione per la nazionale. Ovviamente siamo arrivati ad un buon punto da quando Julen Lopetegui è ct. Siamo convinti dei nostri mezzi, ma non possiamo pensare che tutto sia già stato fatto".