Cristina Cubero è direttrice delle relazioni esterne del Mundo Deportivo, storico quotidiano sportivo spagnolo che ha seguito la vicenda della nostra lettera a Bartomeu. Collabora inoltre con numerose tv e radio spagnole, oltre che con giornali internazionali come O Globo, L'Equipe, France Football. Ha raccontato numerosi Mondiali, Europei e Giochi Olimpici. Oltre che per il suo Barcellona tifa per la Roma, alla quale è rimasta affezionata dopo aver visto dal vivo Roma-Parma del 2001 e aver vissuto la festa Scudetto. Insieme ad Arancha Rodriguez, di fede madridista, ha rilasciato una doppia intervista al Romanista.

 Come mai, oltre alla tua squadra del cuore spagnola, in Italia tifi per la Roma?
Lavorando da una vita nel giornalismo sportivo ho tanti amici romanisti. Ho avuto la possibilità di essere presente a Roma-Parma 3-1 nell'anno dello Scudetto del 2001. Sono rimasta una settimana a Roma per i festeggiamenti. Io posso dire di aver vissuto i festeggiamenti di molti Mondiali e campionati, ma posso dire di non aver mai visto delle celebrazioni così passionali e calde. Non credo ci sia squadra più passionale della Roma: ho visto in via mia una sola partita più emozionante di Roma-Parma, la finale del Mondiale in Sudafrica. Per questo sono contenta che dopo alcuni anni la Roma è tornata tra le grandi.

Ci racconti come è stata vista la lettera che "Il Romanista" ha scritto al presidente del Barcellona per chiedere l'abbassamento del prezzo dei biglietti?
Qui tutti solidarizziamo con la vostra iniziativa. La Roma è una squadra molto seguita e apprezzata. Tutti ricordiamo la grande Roma e anche quando ha battuto il Barcellona nel 2002. Perciò si è parlato molto della vostra lettera e tutti l'hanno letta con un sorriso, perché speriamo che un giorno il calcio torni ad essere più accessibile per tutti.

Credi che i prezzi del calcio stiano crescendo troppo?
Il calcio sta diventando un business e i suoi prezzi ovviamente rispettano il mercato. Ma queste cifre si allontanano troppo dalle possibilità delle persone. Di fatto, il calcio è diventato uno sport per ricchi, i poveri lo devono guardare in tv. In Spagna è così, ma penso che ci sia una tendenza simile in Italia e anche fuori dal pallone, nel mondo degli spettacoli.

A volte si dice che due stadi come il Bernabeu e il Camp Nou abbiano un ambiente troppo poco caldo se comparato alla grandezza dei due club che ci giocano, sei d'accordo?
Sì, è così. Addirittura spesso gli abbonati non vanno allo stadio e rivendono il proprio posto per le partite. Questo non è un sentimento, non è passione. Il Camp Nou ormai ha la fama di essere uno stadio freddo e il motivo è dovuto anche al prezzo dei biglietti. C'è gente del Messico, del Giappone, dei paesi arabi che viene a Barcellona per vedere una partita come fosse uno spettacolo.

Come vedi il quarto di finale di Champions tra Barça e Roma?
La Roma sta cercando di tornare nell'élite del calcio. Questa partita rappresenta il ritorno della Roma al posto che merita, a prescindere dal risultato. Certo, troverà un Barcellona molto più forte dell'anno scorso perché Valverde le ha dato ordine tattico e solidità difensiva. Inoltre Messi, nella sua maturità, è più forte che mai perché è diventato un campione unico non solo coi piedi, ma anche di testa. E lo dice una che lo segue da quando ha 13 anni.

Come pensi debba giocare la Roma per fermare la squadra blaugrana?
La Roma dovrà provare a non far arrivare il pallone ai centrocampisti e agli attaccanti blaugrana. Quindi dovrà pressare alto, l'unico modo per non farli giocare. Se la palla non arriva, il centrocampo del Barcellona si innervosisce. Inoltre, Jordi Alba è un terzino molto offensivo, quindi ci saranno degli spazi dal suo lato.

La tua previsione per Real Madrid- Juventus?
Io ho visto la finale di Champions dal vivo. Posso dirti che la musica della Champions ha un effetto speciale sul Real Madrid. Zidane punta molto sul cuore dei suoi giocatori, è molto spagnolo nel suo modo di allenare. La Juventus può vincere non per qualità ma grazie al suo ordine tattico.

Che differenze vedi tra il movimento calcistico italiano e quello spagnolo?
Il calcio spagnolo attualmente è di una qualità molto più elevata rispetto a quello italiano. Il calcio italiano ora si deve ristrutturare, perché non è accettabile che con la cultura del pallone che c'è in Italia il movimento sia sceso così. In Liga la conquista del titolo è più equilibrata.

E  per quanto riguarda le nazionali?
La nazionale azzurra è lo specchio del calcio italiano. Io andrò ai Mondiali in Russia e non so come farò a scrivere che non c'è l'Italia.

Il mondo del  calcio in Spagna si sta aprendo di più alle donne?
Riguardo il calcio femminile, qui è molto in crescita: i club stanno tutti sviluppando delle squadre e le partite sono molto seguite. Io, come giornalista, non ho mai avuto problemi perché sono donna. In Spagna c'è meno sessismo, ad esempio la moda delle ragazze-modelle a leggere le notizie sportive in tv è passata presto.  Io sono una mamma giornalista sportiva, sono una mamma un po' diversa,  alle feste dei miei figli parlo sempre coi papà!