Toglietemi tutto, non il mio Alisson. Qualcuno farà fatica a crederci, ma più o meno la frase è da attribuire con notevole certezza a un signore che di nome fa James e di cognome Pallotta. Sì, proprio lui, il presidente della nostra Roma. Lo stesso, per intenderci, che da molti viene additato come quello che al doppio motto trading e plusvalenze, è pronto a cedere chiunque. E invece con Alisson, la cosa non sembra funzionare perché toglietemi tutto, ma non il mio Alisson, il numero uno giallorosso lo ha detto e ribadito a più riprese ai suoi dirigenti operativi. Ora di sicuro Pallotta non avrà lo stesso sex appeal della bella signorina che pubblicizzava una nota marca di orologi, roba che uno diceva ma che mi frega dell'orologio pensiamo al resto, ma certo tutti, ma proprio tutti, i tifosi giallorossi si augurano che abbia lo stesso effetto. Ovvero l'orologio restava lì, si spera che pure Alisson resti qui, a Roma, con la maglia giallorossa. Almeno per la prossima stagione, ma sarebbe meglio anche più a lungo visto che stiamo parlando di quello che in questo momento viene considerato nel suo ruolo un assoluto top player.

Respinta l'offerta del Liverpool

Proviamo a fare chiarezza sulla questione a oggi, venticinque marzo. Partendo dal presupposto che i dirigenti romanisti vogliono ubbidire al loro presidente, ma anche dal fatto che il portiere brasiliano è ormai nel mirino e nel portafoglio dei club europei con fatturati che voi umani, insomma ci siamo capiti. Di sicuro a Trigoria un'offerta è già arrivata. Griffata Liverpool, che nell'ultimo mercato di gennaio ha fatto recapitare la disponibilità a spendere quasi cinquanta milioni per Alisson. No, grazie è stata la risposta partita da Trigoria. Si è parlato di un rilancio del Real Madrid che sarebbe arrivato a sessanta milioni, ma la notizia non ha trovato nessun riscontro concreto, fermo restando che il presidente Florentino Perez è entrato nell'ordine di idee di cambiare la sua squadra e, si dice, abbia messo a disposizione dei suoi uomini mercato la modica cifra di quattrocento milioni, una parte dei quali potrebbe essere proprio per il portiere brasiliano. Ci sono anche altre squadre, per esempio il Psg, che sono alla ricerca di un portiere e ci sembra deduttivo pensare che se si dovesse muovere l'emiro non sarebbe semplice stopparlo. La società giallorossa, peraltro, valuta il suo portiere parecchio, ma parecchio di più dei presunti sessanta milioni che avrebbe offerto il Real.

Verso il rinnovo

E allora la Roma, come sta pensando di respingere il prevedibile attacco economico al suo portiere? Da un punto di vista contrattuale, si potrebbe pure stare tranquilli. Alisson è legato alla Roma da un contratto in scadenza il trenta giugno del 2021, ovvero dopo questa, altre tre stagioni piene. Il problema, semmai, è lo stipendio del giocatore che è di poco superiore al milione e mezzo netto all'anno. Robetta, con tutto il rispetto, riflettendo sul fatto che Florentino o l'emiro, nel momento in cui si dovessero presentare, potrebbero rilanciare a sei, sette, otto, chi offre di più? Per questa ragione, la Roma ha avuto già un primo contatto con il procuratore del fenomeno brasiliano, Ze Maria, a Trigoria nei giorni della partita con lo Shakhtar. Un incontro veloce per risolvere una questione economica, ma il tempo sufficiente per darsi un appuntamento (a Barcellona il 4 aprile?) per ridiscutere il contratto del giocatore. L'intenzione è quella di rivedere lo stipendio e, soprattutto, di non inserire nessun tipo di clausola nel nuovo accordo, clausola che, come dimostrato in passato, quasi sempre ha voluto dire addio al soggetto interessato. Oltretutto fissare una clausola, pensa la Roma, vorrebbe dire fare il prezzo del giocatore e con un fenomeno come il brasiliano, non ancora ventiseenne, meglio non porre un limite che potrebbe rivelarsi soltanto controproducente.

Si dirà: ma come è possibile che la controparte dia retta alla Roma quando può ambire a maglie più prestigiose e ricche? A questo proposito, c'è da tenere in considerazione il fatto che tra Monchi, la Roma e Ze Maria i rapporti sono descritti come ottimali, cioè nessuna delle parti farebbe una scorrettezza all'altra. In più, poi, c'è Alisson. Cioè un ragazzo che nei suoi quasi due anni romani, ha dimostrato comportamenti ottimali, a partire dalla passata stagione trascorsa in panchina, lui titolare del Brasile che avrebbe potuto accampare anche qualche legittima pretesa. Insomma i presupposti perché le parti trovino un accordo, magari per un aumento dell'ingaggio fino a quattro milioni netti più bonus, ci sono. E la Roma vorrebbe cavalcarle per tenere, almeno ancora po', il fenomeno brasiliano. E per ubbidire al suo presidente.