Cinque mesi dopo Nikola Kalinic ci riprova. Questa volta con più tempo a disposizione e un'investitura che arriva direttamente da Fonseca alla vigilia: «Giocherà». Nel destino giallorosso del croato continua dunque a esserci il Cagliari. Proprio come il 6 ottobre scorso all'Olimpico. Scenario diverso da stasera, premesse simili: anche quel giorno manca Pellegrini; così come qualche esterno di troppo fra bassi e alti (Zappacosta, Florenzi, Ünder, Perotti, Mkhitaryan); Diawara è in campo ma costretto ad arrendersi per la prima volta al menisco dopo mezz'ora scarsa di partita; la Roma nella settimana precedente ha colto un successo prezioso contro il Lecce e pareggiato in trasferta in Europa League, disputando una gara non brillantissima col Wolfsberger.

Il match coi sardi parte subito in salita, non soltanto per il ko del numero 42. Gli ospiti vanno in vantaggio con un rigore concesso da Massa per un mani di Mancini dopo un rimpallo (subito pareggiato da un autogol di Ceppitelli), episodio archetipico in troppe altre occasioni non punito con differenti interpreti. Ma il fischietto di Imperia deve ancora confezionare il suo "capolavoro": occasione fornita proprio dall'ingresso in campo dell'ex Atletico Madrid, che in quel momento vede roteare dalla parte sbagliata le sue sliding doors stagionali.

Entrato a sedici minuti dal termine per uno scialbo Antonucci (a sua volta scelto per sostituire il centrocampista guineano infortunato), Nikola raccoglie una torre di Dzeko e trova quello che sarebbe il gol-vittoria in pieno recupero. Nell'azione il cagliaritano Pisacane si scontra con Olsen e prima si mette le mani sul viso per il danno arrecato alla sua squadra, poi sviene come fulminato. L'arbitro convalida - o meglio, decide di non decidere - e per un tempo interminabile il tabellone segna il 2-1 per la Roma.

Poi la retromarcia: gol annullato e recupero che arriva a undici minuti per la chilometrica pausa. Finisce in parità, a causa della prima di una lunga serie di nefandezze arbitrali che penalizzano la stagione giallorossa. Al triplice fischio Fonseca si imbufalisce, rimediando la sua prima espulsione italiana. E Kalinic deve rinunciare alla rete che lo avrebbe sbloccato dopo diversi mesi di digiuno: l'ultimo gol realizzato dal 19 è datato gennaio 2019, ancora coi colori dei colchoneros addosso. Da allora poco è cambiato: prima la frattura del perone rimediata nell'unica gara di campionato cominciata da titolare, a Genova contro la Sampdoria. Poi tanta panchina e soli 408 minuti collezionati in campo, dei quali 180 in Coppa Italia e appena 122 in A. Fino a oggi. Quando proprio di fronte ai sardi avrà la possibilità di riprendersi il maltolto, di fornire a Fonseca un'alternativa credibile a Dzeko e - perché no - di proseguire la sua tradizione favorevole: il Cagliari è l'avversaria italiana a cui ha fatto più male, con 4 gol e 2 assist fra 2016 e 2018. È ora di rinverdire le buone abitudini.