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Stadio della Roma, approvata la delibera che "sblocca" il Ponte dei Congressi

La giunta capitolina risolve uno dei nodi centrali per il nuovo impianto giallorosso. La Sindaca Virginia Raggi: "Si avvicina il sogno di cittadini e tifosi"

PUBBLICATO DA Andrea De Angelis
19 Febbraio 2018 - 20:25

Regna ancora una certa confusione intorno alle sorti, o meglio ai tempi, del nuovo stadio della Roma. Ma proprio ieri è arrivata una notizia (o forse due) che rischia di segnare un'accelerata importante verso la posa della prima pietra. La Giunta di Roma Capitale ha infatti approvato la delibera relativa al progetto definitivo per la realizzazione del Ponte dei Congressi. Uno dei due ponti tirati in ballo per mesi ogni qualvolta si parlava di stadio. Quello per essere precisi che i tecnici del Comune hanno sempre ritenuto sufficiente allo smaltimento del traffico intorno all'impianto dei giallorossi e che invece la Regione voleva, e vuole, affiancato al Ponte di Traiano. Una decisione questa che non risolve la diatriba tra i due Enti, che anzi resta ampiamente sul tavolo, ma che da il senso della volontà del Comune di procedere velocemente alla seconda fase dell'iter amministrativo, cosa questa che nelle ultime settimane sembrava invece non affatto scontata. 

Obiettivi

L'obiettivo di questo intervento, come espressamente scritto in una nota della Giunta capitolina, è la realizzazione di un nuovo sistema infrastrutturale che risolva le attuali criticità presenti nel nodo 'Ponte della Magliana - Viadotto della Magliana' prevedendo la realizzazione di un sistema infrastrutturale ad anello che utilizza in direzione Roma il nuovo ponte e in direzione Fiumicino il ponte esistente della Magliana, organizzato in quattro corsie a senso unico di marcia. È inoltre prevista la realizzazione di una rampa di uscita sulla via del Mare in direzione Ostia/Stadio di Tor di valle e di una rampa di uscita sulla Via Ostiense in direzione Roma.

Uno stadio fatto bene

"Oggi abbiamo fatto un ulteriore passo nei tempi corretti per il coordinamento di tutte le procedure necessarie per dotare la città e il quadrante delle adeguate infrastrutture e vedere avvicinarsi il sogno di cittadini e tifosi per uno stadio fatto bene", ha dichiarato la sindaca Virginia Raggi. A cui ha subito fatto eco l'Assessore capitolino all'Urbanistica Luca Montuori: "Continua il lavoro dell'Amministrazione, dell'Assessorato e degli uffici nei tempi. La delibera di variante urbanistica passerà dalla Commissione Urbanistica per poi essere adottata dall'Assemblea Capitolina". Un passaggio, quello evocato da Montuori, che chiarirà probabilmente anche le sorti di quello analogo e ben più corposo del Verbale di Determina della Conferenza dei Servizi. Infatti tanto più speditamente si procederà con questa prima variante al PRG, quanto più è presumibile che accada lo stesso per la variante contenuta nel Verbale. Il progetto del nuovo stadio infatti sembra essersi impantanato nelle paludi della burocrazia del nostro Paese, e da alcune settimane ormai si segnala solo per qualche dichiarazione dal sapore elettorale.

Fare in fretta

Dai proponenti (la Roma e soprattutto Eurnova) ci viene confermato come si stia lavorando alacremente per l'adeguamento del progetto alle prescrizioni emerse in Conferenza dei Servizi, e che il tutto stia avvenendo nel massimo rispetto per le istituzioni coinvolte e con la massima fiducia verso la pubblica amministrazione. Fatto sta però che dalla Regione e soprattutto dal Comune sembra si attenda proprio questo lavoro dei privati prima di istruire ogni procedura, fosse anche una semplice convocazione con all'ordine del giorno proprio lo stadio. Un'incertezza sui tempi che rischia, anche se ancora non siamo fuori tempo massimo, di produrre ritardi che avrebbero ripercussioni serie sulla possibile inaugurazione del nuovo impianto. Come già detto dovremo attendere la conclusione delle scadenze elettorali, prima delle quali ci sembra improbabile che accada alcunché. La notizia di ieri sul ponte, abbinata a quella sulla Roma-Lido data dalla Regione, possono però costituire un importante punto da cui ripartire con maggior slancio.

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