C'è stato un principe di Portogallo chiamato Enrico, nato a Oporto, dove l'allenatore giallorosso ha guidato uno dei due club più famosi del suo Paese, che era soprannominato il Navigatore, perché favorì attivamente le grandi scoperte geografiche portoghesi del XV secolo. Ecco, nella considerazione di Fonseca Henrikh Mkhitaryan è un po' un navigatore. Una certezza, uno che non perde mai la bussola, anche quando in una partita come quella contro il Bologna, che la squadra si è complicata da sola, a un certo punto ha tirato fuori il suo asso dalla manica. Un gol di testa, purtroppo ininfluente, che ha dato una "scossetta" alla Roma per cercare di raddrizzare la gara con i rossoblù.

«Micky è uno dei giocatori più intelligenti che abbia mai conosciuto», parole e musica di Paulo Fonseca, che in conferenza stampa prima di Atalanta-Roma ha aggiunto: «Per me può giocare anche in porta, ma credo che il ruolo dove rende di più sia sulla trequarti, come ala interna o in posizione centrale». E da lì questa sera Henrikh ripartirà, con il rientro di Pellegrini, un altro che dà del tu al pallone, che si posizionerà nel mezzo dietro Edin Dzeko, Mkhitaryan svarierà con tutta probabilità sulla sinistra (con Kluivert e Perotti destinati almeno in partenza alla panchina) e Ünder favorito su Perez sull'altra fascia.

Decisione facile, esperienza, rapidità di esecuzione. Queste le caratteristiche che servono adesso alla Roma, secondo il tecnico portoghese. E Micky ce l'ha tutte e tre. L'armeno è forse il giocatore che più di tutti tra gli esterni giallorossi può dare manforte a Dzeko, troppo spesso sofferente e in solitudine sul fronte dell'attacco giallorosso. Garantendo assist e gol.

Una media impressionante quella del giocatore nato a Yerevan e prelevato in extremis dall'Arsenal ad agosto scorso: quasi un gol ogni due presenze (0,4 il dato) in campionato, ma si potrebbe dire meglio un gol ogni partita e mezza, perché le sue presenze non sono tutte di 90'. Ogni 135' va in rete, infatti, ed è prezioso anche nelle assistenze ai compagni.

Sarà anche per questo che Fonseca spende solo parole positive nei suoi confronti, anche se le sue condizioni fisiche non sono state mai perfette, uno così c'è da tenerselo stretto, specialmente in una squadra che se si abbassa la qualità va in tilt. Ecco perché a Bergamo potrebbe proprio essere Henrikh il navigatore della Roma.