Inauguriamo oggi la prima puntata della nostra rubrica "Professionisti Romanisti": intervistiamo Maurizio Spinella e Alberto Scalia, due noti avvocati e grandi tifosi romanisti, entrambi con origini siciliane. 

Maurizio Spinella è un avvocato nato a Catania e residente a Roma dal 1983. È titolare dello studio nella zona di Prati dal 1990. Si occupa di diritto civile, del settore commerciale e del lavoro. In passato è stato segretario della Associazione nazionale forense nella sede di Roma, tesoriere della AssoAvvocati e due volte commissario agli esami per l'abilitazione alla professione di avvocato. È abbonato allo stadio dal 1984, così come lo è suo figlio di 25 anni, che lo segue all'Olimpico da quando ne aveva 6.

Alberto Scalia è nato a Roma da genitori siciliani ed è avvocato da più di 35 anni. Il suo studio a Roma è specializzato in diritto civile, commerciale e societario, ma comprende anche collaboratori esperti di diritto amministrativo e del lavoro. Nella sua carriera ha lavorato anche come legale per la Regione Lazio. È diventato romanista grazie a suo padre, che è nato a Catania ed è tifoso del Catania. Da piccolo Alberto era simpatizzante dell'Inter di Mazzola, ma un giorno il padre gli disse: "Lo sai che l'Inter è la squadra di Milano? Io sono nato a Catania e tifo per il Catania, tu sei nato a Roma e devi tifare Roma". Da quel giorno non ha mai smesso.

1 Il tuo primo ricordo legato alla Roma?
Spinella: "Sono di Catania. Mi sono innamorato della Roma vedendo Catania-Roma al Cibali, avevo circa dieci anni. La Roma vinse 2-1 con una doppietta di Del Sol. Rimasi affascinato dalla maglia bianca con la maglia trasversale. Ricordo che il secondo gol Del Sol lo segnò dalla trequarti".
Scalia: "Quello di mio padre che mi chiede perché tifo Inter. Avrò avuto 10 anni. Fino ai 20 anni ho giocato molto a tennis, ero poco attratto dal calcio. Poi verso i 20 è nata la passione vera e propria".

2 La tua prima volta allo stadio?
"La mia prima da tifoso, quando mi sono trasferito qui a Roma, fu un Roma-Avellino all'Olimpico, credo nel 1984. Ero in Curva Sud, c'erano ancora le gradinate".
"Quando Pruzzo ne fece 5 all'Avellino. Ricordo il titolo di un giornale: 'Rambo 3 Rocky 4 Pruzzo 5' ".

3 La tua prima trasferta?
"Verona-Roma a circa 26 anni. La prima trasferta europea fu invece in Champions contro l'Arsenal".
"A Firenze quando Graziani ci fece gol e vinsero loro. Ricordo anche a Parma con gol di Balbo quando vincemmo 2-1: ero a bordocampo, che bello il Tardini".

4 La cosa più pazza che hai fatto per la Roma?
"Ero a Buenos Aires e avevo il volo con scalo a Madrid. La sera c'era il derby alle 20.45 e il mio arrivo a Fiumicino era previsto per le 15, cioè in tempo per andare allo stadio. A Madrid arrivammo in orario. Ci fecero imbarcare ma dopo due ore l'assistente di volo ci disse di scendere per un problema tecnico, saremmo rimasti a dormire a Madrid. Allora mi alzai in piedi e invitai tutti i passeggeri a non scendere, chiedendo di chiamare la polizia per farmi scendere dall'aereo. Alla fine partimmo verso le 16.30 e arrivai in tempo per il derby".
"Quando abbiamo vinto lo scudetto, avevo lo studio in Prati. Il mio "antagonista" era un notaio laziale, avevamo gli studi vicini e ci prendevamo in giro. Issai una bandiera 4 metri per 4. Tutti sapevano che era il mio studio. Lui moriva d'invidia".

5 Il giocatore più amato?
"Abel Balbo".
"Francesco. Ma ne ho amati tanti, chiunque abbia mostrato grande attaccamento. Giannini, Voeller, Pruzzo".

6 L'allenatore più amato?
"Mazzone e Capello".
"Liedholm. Ci ha dato lo Scudetto".

7 Il giocatore meno amato?
"Bruno Peres".
"Quando vanno in campo sono la Roma. Non riesco a trovarne uno che non amo, se giocano per la Roma. Ultimamente non voglio tanto bene a Peres, ma è relativo. Se entra faccio il tifo per lui".

8 L'allenatore meno amato?
"Capello quando è andato via".
"Capello non mi è piaciuto. Ci ha fatto vincere ma non ho apprezzato come se ne è andato. Anche Bianchi, gente che non era innamorata della Roma".

9 La tua partita?
"Il derby di Paolo Negro".
"La finale di Coppa dei Campioni".

10 Il dolore più grande?
"Liverpool".
"Vedi sopra".

11 La Roma è...
"Tutto".
"Una passione, una grande passione. In questo momento sto guardando su Roma Tv Roma-Udinese dell'anno scorso, invece che Real-Psg. Capito?"

12 Il tuo capitano?
"Losi. Ho anche avuto il piacere di conoscerlo. Naturalmente anche Totti".
"Il mio Capitano è il Captano. Metabolizzare il primo anno senza di lui è difficile. Anche in panchina dava sicurezza, ora significa aver chiuso un periodo della nostra vita ed è molto difficile".

13 Il tuo presidente?
"Dino Viola".
"Dino Viola".

14 Il giocatore che avresti voluto alla Roma?
"Ibra".
"Ibrahimovic, quando si parlava di lui vicino alla Roma. Volevo vederlo con Francesco".

15 Lo straniero della Roma?
"Abel, di nuovo. Ma anche Batistuta".
"Rudi Voeller e Balbo".

16 Il coro preferito?
"Adoro "Grazie Roma". Già la ascoltavo quando ancora stavo a Catania. Per i cori di Curva dovete chiedere a mio figlio".
"Grazie Roma. Perché c'è tutto in quella canzone. Lo scudetto del 1983 ma anche il fatto di essere romanisti. Un inno così non ce lo piu avere nessuno. Difficilmente gli altri possono capire che cos'è essere della Roma. L'inno lo spiega bene".

17 La coreografia preferita?
"Semplice semplice: scritta AS Roma con i colori giallorossi".
"Mi è piaciuto quando in uno degli ultimi derby è stato esposto uno striscione per Gabriele Sandri. Perdere una vita così è una cosa assurda".

18 La maglia preferita?
"Bianca strisce trasversali Anni 60".
"Rossa e bordi gialli. Classica".

19 L'avversaria?
"Lazio e Juventus, alla pari".
"Per me rimane sempre la Juventus. Ho una grande avversione per la Lazio ma non è alla pari, il derby è più una questione di campanile".

20 Sei mai andato a vedere la Lazio?
"Lazio-Catania. Vinse la Lazio all'ultimo rubando la partita. Per me fu bruttissimo, ma poi ho gioito quando Cantarutti fece un gran gol al 90' facendo vincere 800 milioni al Totocalcio all'unica persona che fece tredici".
"No".

21 Il gol che ricordi con più affetto?
"Due. Quello di Montella in Juve-Roma 2-2 e quello di Delvecchio al derby, quando superò Nesta e infilò il pallone dietro Marchegiani. Per l'azione, per la finta e come portò il pallone".
"Quello di Totti alla Sampdoria con i doriani ad applaudire".

22 Quando hai un impegno lavorativo improrogabile e gioca la Roma cosa fai?
"Non esistono impegni lavorativi che siano improrogabili, quando gioca la Roma".
"Lo sposto".

23 Leggi Il Romanista perché?
"Perché è il giornale dei tifosi della Roma. Siamo l'unica squadra di calcio al mondo ad aver e un quotidiano che parla di noi. Per me è un orgoglio".
"Rappresenta bene l'essere romanista. Il nome del giornale è giusto. Essere romanisti".