Preferiscono giocare sul lato sinistro, entrambi. Anche per questo si è parlato di rosa profonda a inizio stagione, perché - almeno sui campetti - l'uno era fra parentesi all'altro. Ed era un lusso per l'allenatore. Hanno talento e sanno saltare l'uomo (più il primo) in velocità (più il secondo). Stiamo parlando di Diego Perotti e Stephan El Shaarawy. Un destino incrociato nella Roma fin dall'inizio, visto che sono arrivati insieme nella sessione di mercato del gennaio 2016, e che continua a legarsi anche in questa stagione.

par condicio a sinistra

Di Francesco l'ha spiegato spesso, entrambi gli danno più garanzie se impiegati sulla corsia di sinistra, ma per necessità dall'inizio di questa stagione li ha dovuti (e qualche volta anche voluti) schierare insieme, tendenzialmente spostando il Faraone a destra, che sembra rispondere meglio quando deve "adattarsi" sull'altro lato.Tuttavia, l'idea di partenza resta valida. Per la fascia "litigata" Eusebio Di Francesco è stato un "papà" imparziale e ha scelto la par condicio. Infatti il tecnico in campionato come esterno sinistro ha fin qui scelto dal primo minuto El Shaarawy e Perotti undici volte ciascuno. E appunto, a destra, se serve, ci fa giocare più volentieri Stephan, che in quel ruolo è stato impiegato cinque volte (in Champions una volta a destra e una a sinistra), mentre Diego una volta sola (mai in Europa, dove invece ha fatto cinque volte l'ala mancina). Proprio all'andata contro l'Udinese, quando Diego si procurò un taglio da dieci punti sulla caviglia che gli valse anche un rigore, il primo, però, sbagliato della sua carriera (palo a risultato acquisito).

In quella partita giocò contemporaneamente a El Shaarawy, che fu scelto per occupare la zona sinistra dell'attacco. Doppietta per il Faraone. Casuale? Forse sì, forse no. Il tutto, con soddisfazione di tecnico e società, è avvenuto senza "musini" di spallettiana memoria. Perché Stephan e Diego, o Diego e Stephan, lavorano bene nel gruppo e si sostengono. Provate a dire il contrario, non fosse altro dopo aver rivisto la pittoresca esultanza di Perotti dopo i gol di ElSha al Chelsea dell'ex compagno Ruediger, che ha fatto il giro del web a ottobre scorso. Insomma, sana e robusta competizione.

Il Faraone e l'Udinese

Competizione che adesso è cresciuta, perché a crescere è stato il piccolo turco, Cengiz Ünder, e perché sta scaldando i motori anche Defrel, quest'ultimo che può interscambiarsi anche con Schick, sia nel ruolo di esterno destro adattato, sia di centravanti come vice Dzeko. E mister DiFra se la gode perché teoricamente le due coppie sono così al completo. Ma saranno problemi (di abbondanza) da gestire in seguito. Ora il mirino è regolato sulla Dacia Arena. In particolare, per il savonese di origini egiziane, perché per lui c'è dell'altro a legarlo all'incontro con i friulani. El Shaarawy, infatti, ha segnato il suo primo gol in Serie A all'Udinese, anzi, nella sua prima stagione al Milan ha segnato due gol, tutti e due ai friulani, uno all'andata e uno al ritorno. E poi, la squadra bianconera gli è particolarmente "simpatica", tanto che è l'avversaria che ha trafitto di più (cinque gol in Serie A). E noi altro non aggiungiamo.