Ci ha scommesso tra i primi, ci scommette ancora una volta adesso che sta sbocciando il "turchetto" della Roma, Ünder. È l'Imperatore, Fatih Terim, che non esita a definirlo un talento «con ampi margini di miglioramento». Quello che traspare dalle parole dell'allenatore di Adana è soprattutto che Gengo, come lo chiamiamo noi a Roma, ha quella che nel calcio si usa chiamare la «testa giusta». E detto da uno che lo conosce bene - e che, c'è da scommetterci noi stavolta, se lo prenderebbe di corsa se capitasse l'occasione - vale ancora di più.

Terim ha sessantaquattro anni, attualmente è il tecnico del Galatasaray (e qualche rumors di mercato su Ünder a gennaio c'è stato). Alla squadra giallorossa di Istanbul, dove nel 1999-2000 ha vinto la Coppa UEFA, è ri-approdato a dicembre scorso, dopo un quadriennio alla guida della Turchia finito male, con una rissa in un ristorante che portò al suo esonero per motivi extra calcistici. Lì è stato calciatore, e quella, insieme alla nazionale turca, rappresenta un po' la sua seconda casa. Nell'alternanza di panchine tra Galatasaray e Turchia, però, si inserisce nella carriera di Terim la parentesi italiana, l'unica all'estero, maturata in due stagioni, una alla Fiorentina, dove fece bene ma a metà anno decise di non prolungare il rapporto per vedute troppo distanti dall'allora patron Cecchi Gori, e una al Milan (dove dai viola si portò Rui Costa), iniziata nei fasti e finita nefasta, con l'esonero che portò dopo pochi mesi i rossoneri nelle mani di Ancelotti.

Tecnica e mentalità

Insomma, chi meglio di lui, per parlare di un turco in Italia? Proprio Terim è stato tra i primi a credere in Cengiz Ünder, portandolo in nazionale, e non ha dubbi sul fatto che può diventare un top player e può farlo in Italia, nella Roma: «Certo che può. È un ragazzo giovane, ha fame e tanta voglia, ma soprattutto tanto margine di miglioramento ancora. Ha tanto da imparare dall'Italia e dal calcio italiano. Con la mentalità che ha può solo fare meglio».
Terim vuol dire esperienza, carisma, personalità. È una vera e propria icona dello sport più popolare di Turchia, tanto che a Istanbul gli è stato intitolato uno stadio, quello situato nel distretto di Basaksehir, che è costato quasi 50 milioni di euro e che ospita la gare interne dell'Istanbul Basaksehir, l'ex squadra di Cengiz Ünder, il primo turco della storia della Roma. Anche il numero 17 giallorosso in patria è molto considerato, attorno a lui c'è l'attenzione di una Nazione intera, nonostante la giovane età e Gengo, il "Dybala turco", a dispetto del piccolo aspetto, è già un gigante. Un gigante semplice. «Mentalità» è la parola d'ordine di una carriera che si è costruito passo dopo passo, con umiltà e consapevolezza dosate alla giusta maniera: «Troppa pressione? Ha avuto successo già da giovane e ha meritato la maglia della nazionale dove ha risposto alla responsabilità che gli abbiamo dato. Avrà più successi e migliorerà ancora».

Due ruoli possibili

Vista la sua qualità e la sua predisposizione anche al sacrificio in fase difensiva, in Turchia è considerato più un centrocampista che un attaccante, in Italia viene utilizzato più come un attaccante esterno: «Cengiz è un ragazzo con una enorme capacità fisica e di condizione e questo è un grande vantaggio per lui. Lui risponderà al meglio in qualsiasi ruolo gli chiederà il suo allenatore. Io l'ho fatto giocare in tutti e due ruoli e non mi ha deluso in entrambi i casi». Intanto, da un ct all'altro, anche il successore di Terim, Lucescu, lo considera molto e lo convocherà sotto la bandiera con la mezzaluna e la stella e vuole puntare su di lui per rinnovare il gruppo.