Calcio e impegno sociale sono un connubio capace di grandi cose. Merito del risalto che lo sport più amato in Europa ha da tempo, mediaticamente e culturalmente. E in tal senso la Roma, da sempre attenta alle tematiche umanitarie, negli ultimi mesi ha fatto scuola: in estate la nota campagna social del club giallorosso, frutto della partnership con il "National Center for Missing and Exploited Children" (Usa), l'inglese "Missing People" e il Telefono Azzurro ha portato al ritrovamento di sei bambini scomparsi. Grazie alla grande visibilità dei post Twitter, Facebook e Instagram, l'idea di Paul Rogers e di tutta la sua squadra è stata tanto semplice quanto geniale: inserire, nei video che annunciavano i nuovi acquisti giallorossi, i volti di minori di cui si erano perse le tracce, provenienti da ogni parte del mondo.

Martedì un altro ragazzo, un quindicenne inglese, è stato ritrovato sano e salvo: visto per l'ultima volta in Essex il 12 agosto scorso, la sua immagine era stata inserita in sei video differenti, compreso quello che annunciava l'acquisto di Mert Cetin. Ad ottobre, l'account Twitter inglese della Roma aveva rivolto un appello specifico a lui e ad altri due minori, invitandoli a mettersi in contatto con "Missing People". Jo Youle, Ceo dell'organizzazione inglese, ha ringraziato esplicitamente il club giallorosso «per il contributo dato attraverso la pubblicazione dei video di annuncio e di altri post sui social con l'intento di aiutare nelle ricerche dei minori».

Felicissimo anche Cetin: «Appena ricevuta la notizia il mio cuore si è riempito di gioia - le parole del turco, contenute nel comunicato della Roma - Sono felice che stia bene e di aver contribuito in piccola parte insieme al Club per dare visibilità alla sua storia». Parole a cui ha fatto seguito anche un tweet del difensore romanista: «Sono molto felice di poter contribuire alla ricerca di questi bambini scomparsi. Loro sono il nostro futuro e dobbiamo averne cura».

Gli altri casi

Il quindicenne dell'Essex è il terzo minore proveniente dall'Inghilterra ritrovato grazie alla lodevole partnership: una sua coetanea di Londra si è ricongiunta ai suoi cari il 25 luglio scorso, sei giorni dopo essere stata inserita nello stesso video; londinese come lei anche la sedicenne inclusa nei video di presentazione di Smalling, Zappacosta e Mkhitaryan. La presentazione social del terzino di Sora ha portato anche al ritrovamento di un bambino belga di nove anni.

Due invece i bambini kenyoti che, grazie all'iniziativa, sono stati riuniti alle rispettive famiglie: ad agosto un tredicenne le cui informazioni erano contenute nel video dedicato a Henrikh Mkhitaryan, qualche giorno più tardi lo stesso felice destino è toccato a una bambina di otto anni inserita nell'annuncio social dell'ingaggio di Chris Smalling. «Da padre, mi rende molto felice vedere che questa bambina si è riunita con i propri cari - il messaggio del difensore inglese - Speriamo di poter aiutare ancora molti bambini a tornare a casa». Martedì è stata la volta del sesto, mentre il Club guarda al futuro e a come potenziare ulteriormente il proprio impegno.