Ha tirato d'interno destro a girare, nel momento più delicato per la squadra, con la Spal in vantaggio e con la Roma che faticava nonostante il forcing di inizio secondo tempo a trovare l'efficiacia per arrivare al gol e ad occupare l'area di rigore. Il classico tiro da fuori, sul palo lontano, dove era senza meno diretta. L'ha deviata Tomovic, con la coscia destra e ha corretto la traiettoria che si è infilata sul palo alla destra di Berisha. Il classico tiro in porta deviato in rete da un avversario che comunque da più di qualche anno fa sì che si assegni il gol al tiratore, per una regola ben precisa (recepita dalla Lega via Uefa). Una rete è classificata come autogol quando: un giocatore inavvertitamente calcia la palla direttamente nella propria porta (retropassaggio sbagliato, rinvio errato o tentativo di spazzare o allontanare il pallone con partecipazione attiva del difendente); un giocatore devia nella propria porta un tiro, un cross o un passaggio di un avversario non indirizzato nello specchio della porta.

Non sono considerati autogol i tiri nello specchio della porta che vengono deviati da un difensore in maniera fortuita o istintiva, come il frapporsi a una conclusione senza calciare il pallone, anche semplicemente ampliando il volume del proprio corpo, come nel caso di una gamba allargata "a muro" a protezione della propria porta (e sembra questo il caso, vedendo il movimento di Tomovic, quindi sarebbe gol di Pellegrini). Né sono considerati autogol i tentativi di spazzare o allontanare il pallone a portiere palesemente battuto. Sono poi considerati autogol i tiri che terminano sui legni della porta (pali e traversa) e vengono successivamente deviati in rete da un giocatore difendente, portiere compreso. Fatto sta che nella nota ufficiale della Lega Serie A il gol è stato tolto a Lorenzo e assegnato a Tomovic, individuando evidentemente un tentativo attivo di allontanare il pallone da parte dello spallino. Anche no, ma amen.

Anche perché il numero sette romanista è tornato dall'infortunio come se nulla fosse, divertendosi - come da sua stessa ammissione - e facendo divertire i compagni con assistenze formidabili. Infaticabile sul campo, abbina quantità e qualità, gli mancava solo il gol. Che infatti con i ferraresi aveva trovato, salvo vederselo togliere in maniera piuttosto curiosa.

Venerdì Pellegrini ritroverà Vincenzo Montella, ma sulla panchina avversaria. Già, perché fu proprio l'aeroplanino del terzo scudetto romanista, ai tempi tecnico dei Giovanissimi a trasformare Lorenzo da centravanti (per le doti fisiche che aveva e la qualità tecnica era stato "iniziato" come punta) a centrocampista. Lo arretrò in mediana, vedendone le capacità organizzative e creative nella fase di costruzione. Le stesse che oggi da trequartista mette a servizio dei compagni, tanto da poter essere considerato non il classico fantasista, o numero 10, ma un trequartista moderno, un numero 10 meno o 10 più, forse, che svaria su tutto il fronte dietro l'attaccante andando a prendersi ossessivamente palla per inventare calcio.