Un po' di svago per Di Francesco. L'allenatore della Roma nella mattinata di oggi si è calato nei panni del testimonial per la maglieria "Ferrante" nella rassegna di moda ‘Pitti Immagine Uomo' in corso a Firenze. Queste le sue parole:

Il caso Nainggolan è stato superato? 

Nainggolan è stato sempre nel gruppo e si è allenato, è stato solo non convocato. Io credo che a volte mi fate delle domande e siate poco informati perché Nainggolan è stato il primo a scusarsi, il primo a mettersi in tribuna con i nostri dirigenti, non c'è alcun caso. Sarà titolare contro l'Inter. La scelta è etica-morale per quello che è accaduto, ma non vorrei più parlare di queste cose. Mi piace più parlare di quello che è accaduto e su cui devo lavorare io. Soprattutto dal punto di vista mentale. Fino a venti giorni fa questa era la squadra rivelazione, aveva fatto benissimo in Champions, non possiamo essere quelli visti nelle ultime gare, specialmente nel primo tempo contro l'Atalanta, dove la squadra ha dato una cattiva impressione così come il suo allenatore. Lavoreremo con positività, nel nostro ambiente si è molto negativi. Prima forse i giudizi erano troppo buoni, ora troppo negativi. Dobbiamo ritrovare equilibrio e io devo essere il primo a trovare il bandolo della matassa per riportarla ai livelli che aveva in precedenza. Sono sicuro che ci riusciremo.

La corsa scudetto è ancora aperta?

La Roma non ha dimostrato di essere ancora da scudetto. Anche in precedenza doveva fare quel salto di qualità che non ha fatto per lottare per lo scudetto. Siamo indietro, dobbiamo cercare di fare il nostro meglio per dare fastidio e migliorare la posizione in classifica. Ricordiamoci sempre che abbiamo una partita da recuperare. Non mi piace guardare le ultime quattro gare e la relativa classifica, guardiamo ciò che si è fatto in questi mesi, si sono viste delle ottime cose, ora stiamo facendo sicuramente male, ma il desiderio di tutti è di rimettersi in carreggiata e migliorare la posizione in classifica. Vogliamo portare avanti anche il discorso Champions.

Su Schick…

Mi ricordo che quando giocavo nella Roma Tommasi un giorno fu costretto ad uscire da Trigoria scortato, poi è diventato l'idolo dei tifosi della Roma. A volte si tende a distruggere troppo frettolosamente i calciatori, ancora deve esprimere il suo potenziale.

Sul modulo…

Credo nel 4-3-3, si andrà avanti con questo modulo. Lavorerò sul 4-3-3 e sulla testa dei giocatori con positività visto che l'ambiente del calcio spinge troppo presto a giudizi negativi. Forse prima i giudizi erano stati troppo lusinghieri e ora troppo pessimisti, bisogna ritrovare equilibrio.