Unire due cose che si amano profondamente, anzi tre, la Roma, il cibo romano e le feste del Natale in una stessa serata è il massimo. Per questo dobbiamo essere grati a Giulio Lucarelli, che ci ha invitato nel suo ormai storico e imprescindibile locale "Core de Roma" di via Vetulonia. Amico fraterno di quasi tutti i calciatori della Roma scudettata e non, da Francesco Totti a Vincent Candela, Marco Delvecchio, Giulio è sempre sorridente e affettuoso. E con Piero Torri, Lucilla Casini e amici e amiche comuni la serata per un brindisi augurale è andata via liscia, rumorosa, simpatica, piena di aneddoti, storie riservate e a tratti piccanti e frastornante. Frastornante? Si, anche. Per via delle tavolate presenti con tifosi normali, tifosi speciali perché rappresentanti di pezzetti di Curva Sud, grandi cori storici esaltanti e sempre emozionanti, e la Res Roma calcio femminile, schierata in un lungo "fratino" (nel senso di tavolo e non top plastificato per partitella in allenamento) per sacrosanti festeggiamenti. A cui il Romanista si è aggiunto con grande piacere offrendo alcuni abbonamenti all'edizione digitale del nostro quotidiano estratti in un' improvvisata riffa tra i presenti.

Casa, famiglia, protezione: queste le sensazioni di una cena tra queste mura ricoperte di maglie delle "tue" diverse Rome, colori di una vita in comune, campioni di stagioni della "tua" personale.
È, per la Res Roma calcio femminile un nuovo "anno d'oro" della storia del club: un prestigioso quinto posto nel campionato di Serie A 2016-17, la vittoria del trofeo "Beppe Viola-Arco di Trento" e soprattutto il terzo scudetto Primavera consecutivo, che ha portato le ragazze di mister Melillo a riscrivere la storia del campionato italiano Primavera, centrando un traguardo, quello dei tre successi consecutivi, che nessuno aveva mai centrato prima. Nel complesso il 2017 ha portato 7 vittorie, 3 pareggi e 12 sconfitte nei due campionati di Serie A a cavallo di quest'anno solare, e cinque vittorie e due pareggi nel campionato Primavera. Giusto dunque festeggiare anche se mister Melillo si rammarica. Soddisfatto certamente ma «in questi ultimi mesi la squadra meritava - dice - molto di più dei punti conseguiti». Poi elogia tutte le sue ragazze: Simonetti, Palombi e Picchi, che sia in Primavera che in prima squadra hanno dato un contributo importante. In questi mesi «ho visto poi un'ottima maturazione di Labate e il solito importante contributo di Greggi Vanessa Nagni è tornata a giocare ad altissimi livelli ma soprattutto è sempre più una calciatrice che gioca a tutto campo e per la squadra…Vanessa ha un rendimento sorprendente anche per me che la conosco bene: è difficilissimo trovare un'atleta che torni così forte dopo un parto. Continuo a pensare che ha raccolto poco in carriera rispetto al suo valore. Se - prosegue Melillo - avesse avuto le opportunità che hanno ora le ragazze a vent'anni, secondo me avrebbe giocato dieci anni in Nazionale. Per le compagne è, in campo, leader vero e indispensabile».

La Nagni e il professionismo

E con la Nagni e con Ilaria Inchingolo, collaboratrice tecnica delle ragazze della Res Roma scambiamo due parole durante la festa. Sono contente ovviamente ma anche un po' deluse. Tutte le loro avversarie in serie A sono professioniste e posso dedicarsi più serenamente agli allenamenti e ai risultati. Loro devono lavorare il doppio: fuori e dentro il campo di calcio e, talvolta, (trasferte a parte) allenarsi la sera o fare salti mortali per coltivare la passione per il calcio e per i colori giallorossi. Arriverà mai questo benedetto salto al professionismo? A chiederselo sono tuttavia anche le ragazze della Roma calcio femminile, militanti in serie B, che giocano con il logo ufficiale della Roma sul petto e che stanno facendo meraviglie in quel campionato. Da Trigoria osservano con attenzione.