Se ne sono andati come erano venuti: bandiera in mano, biglietto in tasca e sorriso stampato sulle labbra. Il day after la vittoria di Lecce, secondo successo consecutivo in altrettante trasferte stagionali, ha avuto un dolce sapore. Quello di una vittoria meritata ma sofferta, con circa 1.100 romanisti ammassati in un settore capace di far spiccare i nostri colori nonostante la folta presenza del giallorosso sugli spalti occupati dai padroni di casa.

Circa mille e cento perché, ai 1.075 possessori di un tagliando dello spicchio dedicato, si erano aggiunti anche quelli che pur di seguire la Roma avevano dribblato il sold out acquistando un biglietto dei settori adiacenti. Reduci da un lungo viaggio, chi partendo all'alba con auto e transit, chi via treno e altri facendo scalo nelle vicine Bari e Brindisi per percorrere gli ultimi chilometri, i romanisti hanno popolato i Distinti Sud dello stadio Via del Mare dando vita ad una lunga domenica di passione. Equamente divisi in settore inferiore e superiore, con le pezze esposte a mo' di vessilli di legioni imperiali. "Quando l'inno s'alzerà" tutta Lecce tremerà, se fosse possibile modificare il coro che da decenni è il gong di chi ha la Roma in fondo al cuor. Trenta gradi e un cielo capace di ricordare a molti le oramai passate giornate estive: questa la cornice di un quadro che ha visto ancora una volta protagonisti i tifosi romanisti. Tra cori di sfottò e riferimenti ad un prossimo ritorno degli avversari in Serie B, una Roma da spingere a colpi di voce e battimani e nonostante qualche problematiche antecedente il fischio d'inizio.

Gestione dell'ordine pubblico relativamente corretta con alcune pecche evidenziate dal malumore di alcuni: dalla decisione di far incolonnare diverse macchine nei pressi della Curva di casa, per poi scortarle in una situazione che avrebbe potuto causare conseguenze ben peggiori e fino alle lunghe file ai tornelli a causa di una richiesta singolare. Nonostante l'assenza di profili di rischio tipici di una trasferta senza limitazioni, i romanisti hanno preso posto sugli spalti non prima di essere stati sottoposti ad una breve ripresa con videocamera pronte ad immortalarne volto alla presenza di biglietto e documento. Stranezze certosine che, però, non hanno impedito ai circa 1.100 di Lecce di far rientro nella notte con una bandieretta riposta con cura, un biglietto in tasca e il sorriso tipico di un successo esterno.

Sarà bellissimo viaggiare insieme, girar l'Europa e cantar per te. A partire da Graz dove, nel tardo pomeriggio di giovedì, andrà finalmente in scena il primo impegno europeo in trasferta. Neanche il tempo di tornare a casa e, per circa 800 romanisti, è già tempo di antivigilia. Di zaini e borse da preparare, macchine da collaudare per intraprendere il lungo viaggio o check-in da effettuare per ridurre al massimo il tempo che li separa da una nuova partenza. In molti viaggeranno su Vienna per poi affittare mezzi privati percorrendo i duecento chilometri che li separano dal Liebenau Stadium.

Altri, invece, si recheranno direttamente in quel di Graz dove, oltre due decenni or sono, i tifosi di casa hanno potuto ammirare le gesta del capitano dell'anima di una generazione intera di romanisti. Dopo aver rasentato il tutto esaurito nel settore ospiti, la cui capienza è di 900 posti, adesso è soltanto tempo di un nuovo conto alla rovescia per ribadire con forza il desiderio di esserci, anche in Europa. In ogni momento. In ogni città, in ogni nazione. I romanisti sono tornati dalla lontana Lecce con tre punti nelle tasche e il sorriso stampato in volto, l'augurio è quello di assistere venerdì al ritorno di altri come loro. Con lo stesso umore. Quello tipico di chi è pronto a nuove giornate da passare al fianco della Roma, per starle vicino e continuare a sognare insieme.