La corsa di de Roon e quella tenacia da Roma
A 35 anni, Marten segna il primo gol in Champions, contro il Real Madrid. La vittoria non arriva, lui non demorde: "Si continua, senza paura"
(GETTY IMAGES)
Dentro quella rincorsa verso la panchina, più che nell'arcobaleno finito nella porta di Courtois, c'è tutto. C'è tutto quello che Marten de Roon ha dato lungo il percorso, fino ad arrivare a quel momento lì: uno scarico, la convinzione di poter cambiare le sorti di una super-sfida che poi, purtroppo, non è terminata come auspicato. E, quindi, il primo gol della carriera in Champions League. A 35 anni. Trentacinque.
È una risposta a chi aveva storto il naso al suo arrivo. Non una di quelle veraci; più una mano sulla spalla, da amico ad amico. Quella su cui si può contare quando le cose vanno male. Un po' quello che è successo nella notte dell'Olimpico, ma già prima e anche dopo il 20', minuto del suo capolavoro (con complicità della deviazione di Konaté): è sceso in campo con la calma del veterano qual è e non ha tradito chi ha contato su di lui, dicasi Gasperini, da quella chiamata negli ultimi giorni di agosto. Un fedelissimo, pronto a tutto pur di rispettare la parola data. Come quella alla sua prima intervista in giallorosso: "Con quel post sulla Roma ho superato il limite. Ma i social sono una cosa a parte: sono uno che dà tutti per la maglia e voglio ringraziare per la fiducia con i fatti".
Poco altro da dire. Col Real Madrid lo ha fatto, tra contrasti vinti (2 su 2), recuperi difensivi (7) e quell'inesauribile voglia di correre, di mettersi tra il giocatore avversario e il pallone. A più riprese lo ha sradicato. E il blackout finale (collettivo) non può allontanare i riflettori. "È un risultato difficile da digerire ma grazie a tutti i tifosi per l’atmosfera indimenticabile. Si continua, sine-metu!". Sine-metu. Senza paura. Quella che lui stesso non ha avuto dal 18 settembre 2019, giorno della sua prima partita in Champions. Uno ko per 0-4 dell'Atalanta con la Dinamo Zagabria. Marten aveva 28 anni e molta meno esperienza. Quella che ha acquisito giocando contro il City, il Psg, proprio il Real, poi il Barcellona e chi più ne ha, più ne metta. 7 anni dopo, il lavoro è stato ripagato. Non del tutto: manca la vittoria. La continuerà a cercare, Marten. Per fare grande la Roma.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
PRECEDENTE