AS Roma

Super Svilar, Mile e uno giorni dopo

Da quel Milan-Roma con Mourinho alla sfida dell’11. A Como nel 2024 lo sfogo che lo rese definitivamente leader

(GETTY IMAGES)

PUBBLICATO DA Lorenzo Latini
02 Ottobre 2026 - 06:00

Mile, milleuno giorni dopo: tanto sarà trascorso, quando scenderà in campo al Sinigaglia domenica 11, da quel Milan-Roma del 14 gennaio 2024 in cui José Mourinho promosse titolare Svilar. Poi, con l’esonero del portoghese e l’arrivo di De Rossi,  il serbo ci avrebbe messo un mese per riconquistare il posto da titolare, dimostrando poi tutto il suo talento ai rigori contro il Feyenoord il 22 febbraio. Ma è simbolicamente da quella sera di metà gennaio che il numero 99 si è preso la Roma. Milleuno giorni a separare Milano da Como, dove gli uomini di Gasperini scenderanno in campo alla ripresa. Si gioca al Sinigaglia, uno stadio che Svilar conosce bene, poiché teatro di un suo celebre sfogo, avvenuto durante uno dei momenti più bui della storia recente romanista. 

A brutto muso

È il 15 dicembre 2024, la Roma è guidata da Ranieri, chiamato a sostituire Juric, a sua volta chiamato dopo il frettoloso esonero di De Rossi: i giallorossi vengono da quattro sconfitte nelle ultime sei partite e al Sinigaglia affrontano un Como che non vince da due mesi e mezzo. Sembra una gara alla portata di Pellegrini e compagni, che però tengono ben il campo soltanto per una mezz’ora scarsa, dopodiché spariscono. Non arrivano gol fino al 93’, quando Gabrielloni portava in vantaggio i padroni di casa; soltanto tre minuti più tardi, Nico Paz firma il definitivo 2-0. Ed è proprio dopo il secondo gol che Mile Svilar si rivolge a brutto muso ai compagni: con il volto trasfigurato dalla rabbia e dalla foga agonistica, il portiere grida a più riprese all’indirizzo dei compagni. Hummels cerca di calmarlo con una pacca e qualche parole, ma il gesto del tedesco non sembra avere l’esito sperato. Mile continua a sfogarsi anche quando l’arbitro fischia tre volte, quindi imbocca il tunnel che porta negli spogliatoi a testa bassa. La rabbia - spiegherà in seguito il numero 99 - è rivolta anche verso se stesso, non soltanto all’indirizzo dei compagni. Anche perché lui sa che si perde e si vince insieme, poiché è un leader nato.

E lo dimostra una volta per tutte proprio in quella circostanza, quando la Roma si trova a due punti dalla zona retrocessione e nessuno immagina la rimonta che andrà in scena di lì a qualche mese. Dopo quella sconfitta, infatti, la Roma non perderà in campionato fino al 12 maggio (proprio contro Gasperini). 
Da lì è nata un’altra Roma. E da lì ha spiccato definitivamente il volo Svilar, eletto miglior portiere in Italia per quella stagione (2024-25) e per la successiva (2025-26), che ha visto il ritorno in Champions League dei giallorossi. L’estremo difensore, che pure aveva già dimostrato il suo talento, è cresciuto ulteriormente, diventando il migliore della Serie A e tra i migliori al mondo. Non solo: ha sempre dimostrato grande attaccamento alla maglia, accettando il rinnovo senza esitare. Tra pochi giorni torna a Como, dove la sua storia calcistica ha vissuto un momento cruciale: l’obiettivo è quello di ottenere il quarto clean sheet in questo campionato. Non sarà facile, ma se c’è qualcuno in grado di riuscirci, quel qualcuno è proprio Mile Svilar.

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