Dybala vs Paz, una sfida a ritmo di tango
Il campione esperto affronta il giovane. I due argentini imprescindibili per le rispettive squadre
(GETTY IMAGES)
Sono nati a circa 8.400 chilometri di distanza, eppure sono connazionali, Paulo Dybala e Nico Paz, stelle rispettivamente di Roma e Como, pronti a darsi battaglia nel big-match in programma domenica 11 al Senigaglia. Paulo è nato a Laguna Larga, circa 50 chilometri da Cordoba (in Argentina), mentre l’altro a Tenerife, dove suo padre (l’ex difensore Pablo Paz) aveva giocato tra il 1998 e il 2002. Entrambi vestono la casacca albiceleste: la “Joya” l’ha indossata 40 volte (con 4 gol), vincendo anche il Mondiale 2022; il più giovane collega, per il momento, soltanto 11 (con una rete). Al momento, però, è Nico Paz a far parte della squadra convocata da Scaloni per le tre amichevoli in programma in questi giorni. Dybala ha gentilmente declinato l’invito di Lionel Messi per la sua partita d’addio, martedì 6 contro il Benin, per concentrarsi solo ed esclusivamente sulla Roma, attesa da un tour de force importante.
Tra i due ci sono undici anni di differenza: Dybala ne compirà 33 il prossimo 15 novembre, Nico Paz ha spento giusto qualche giorno fa 22 candeline. Quando il romanista muoveva i primi passi nell’Instituto, il comasco aveva sette anni. Paulo è il secondo miglior marcatore della Serie A dietro Lautaro Martinez con 131 gol, Nico Paz ne ha segnati 19 ed è alla terza stagione nel massimo campionato italiano. Il giallorosso è l’esperto trascinatore di una squadra, la Roma, che continua ad accendersi quando in campo c’è lui; l’altro è l’astro nascente, pronto a confermarsi ad altissimi livelli dopo l’ottima annata 2025-26. Qualcuno vede in Nico Paz l’erede naturale di Paulo Dybala, ma una tale investitura potrà confermarla (o smentirla) soltanto il tempo. Di certo, i due argentini sono elementi fondamentali per le rispettive squadre: sono i talenti in grado di accendere la luce, di stravolgere il copione di una partita con il loro estro. Nico Paz si è già sbloccato alla terza giornata, nel 4-1 rifilato al Genoa di De Rossi; Dybala è ancora a secco, ma ha già fornito 4 assist (4 e mezzo, se consideriamo anche quello per Malen a Torino) in 5 partite.
Ma i numeri raccontano soltanto in parte la loro centralità all’interno delle rispettive squadre: la maggior parte delle azioni passano dai loro piedi. A proposito di piedi: sono entrambi mancini, ma guai a pensare che non sappiano inventare magie anche con il piede (in teoria) più debole. Dybala sta agendo sempre da trequartista di destra, per lo meno sulla carta, con licenza assoluta di svariare, senza però dimenticare la fase difensiva (e non a caso si è segnalato per delle rincorse in fase difensiva in questo avvio di stagione); Nico Paz ha agito da ala destra nel 4-2-3-1 alla prima giornata, dopodiché è tornato a ricoprire il ruolo di trequartista centrale, quello che gli è più congeniale.
«Dybala mi è sempre piaciuto - disse un anno e mezzo fa Nico Paz - ed è un calciatore che mi ha colpito: mi ispiro a lui e a Messi». Un attestato di stima non indifferente, soprattutto se messo in relazione con il nome della Pulce, monumento assoluto del calcio argentino. Alla ripresa del campionato Paulo e Nico si troveranno l’uno contro l’altro: si prevede un testa a testa a ritmo di tango. Con l’auspicio che ad avere la meglio sia il nostro gioiello, sia a livello individuale, sia - soprattutto - in termini di squadra.
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