AS Roma

L’essenziale visibile agli occhi

Dybala è sempre più leader della Roma. L’annoso dibattito sul suo utilizzo “in pillole” è quasi azzerato

(GETTY IMAGES)

PUBBLICATO DA Fabrizio Pastore
12 Settembre 2026 - 06:00

Basta focalizzarsi sugli istanti che precedono il fischio d’inizio di ogni partita: le squadre schierate a centrocampo, sotto ogni giocatore un bambino, la telecamera che indugia qualche secondo su ognuno. Tutti o quasi a riprodurre la Dybala Mask: la mano sul volto e due dita sotto gli occhi. Non si tratta soltanto del tentativo di emulazione di un’esultanza celebre, tipica dei più piccoli nei confronti degli idoli. È un tratto distintivo. Quasi un’icona. A certificare la presenza di un campione che accende la fantasia delle menti più pure e le porta a sognare. Avrebbe potuto già essere sufficiente questo a spiegare il valore anche simbolico di Paulo Dybala e spegnere sul nascere ogni focolaio di dibattito sul “lusso che non ci si può permettere”. Ma l’ingaggio notevolmente decurtato ha messo a tacere gli stessi argomenti prosaici. 

Le lodi sperticate e reiterate di Gasperini - non certo uno che regala complimenti - hanno completato il quadro anche dal punto di vista tecnico. Gian Piero non perde occasione per incensare il suo fuoriclasse, perfino distanziandolo dal resto del gruppo. «Dybala è stato straordinario per continuità e qualità - il commento dell’allenatore al termine della sfida di Champions contro il Fenerbahce - Faccio fatica a ricordare i palloni che ha perso, poi ha avuto i crampi e probabilmente non era l’unico. Lui in mezzo a tanti giocatori forti è il più forte». Tanto per non lasciare spazio a interpretazioni o dubbi di sorta. Quattro assist in altrettante partite disputate dalla Roma, una presenza costante nella manovra offensiva, l’indiscutibile qualità delle sue giocate: c’è tutto il repertorio classico della Joya in questo scorcio di stagione. 

Bello e possibile

In più c’è un Paulo tenuto sottotraccia in passato, forse perché tutti sono sempre rimasti abbagliati dalle meraviglie che regala palla al piede. Si tratta di un giocatore generoso, grintoso, carismatico, dinamico, tosto, capace perfino di rincorrere gli avversari nella propria metà campo per sradicare loro l’oggetto che con i piedi sa toccare meglio di chiunque altro.

Ancora Gasp, dopo la strabiliante prestazione dell’argentino con la Fiorentina al debutto in campionato: «Mi dicevano che si deve allenare poco, che ha i muscoli di seta, ma per come sta può fare i supplementari, questo è una bestia». Testuale. I numeri confermano le parole: 4 presenze consecutive da titolare (per un totale di 343 minuti) che fanno seguito alle 3 dello scorso campionato, intere o giù di lì. E nelle quali Paulo è risultato sempre decisivo. Come se non bastasse, la visuale spalancata dal nuovo corso ha messo in luce un Dybala leader non soltanto tecnico. La nutrita colonia argentina ne ha fatto il proprio totem; gli altri compagni lo adorano e soprattutto lo ascoltano; Malen ha trovato il partner ideale fin dalla primissima presenza in giallorosso (proprio sul campo di quel Torino prossimo avversario). Da allora i due hanno giocato insieme 11 volte. Lo score è strabiliante: 9 vittorie e 2 pareggi, 10 reti di Donyell (una di Paulo), 9 assist della Joya, 7 proprio a beneficio diretto dell’olandese.

Il dibattito sull’ipotesi di gestione morigerata del numero 21 sembra quasi azzerato: anche la stragrande maggioranza degli ascoltatori di Radio Romanista si è espressa per volerlo sempre in campo. A partire da Torino. E da quanto visto finora Gasp è sulla stessa lunghezza d’onda. Anche la rinuncia può essere peccato.

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