AS Roma

Non solo Paulo: Soulé, Castro e gli altri, è un tango con la garra

Decisivi con la Dea. Non delle alternative, ma co-titolari: anche Molina e Balerdi (al debutto) subentrati con grande personalità e voglia di incidere

(GETTY IMAGES)

PUBBLICATO DA Lorenzo Latini
08 Settembre 2026 - 06:30

Più che un tango, un twist scatenato, arrembante come la Roma che ha ribaltato l’Atalanta nel recupero. Il grande secondo tempo dei giallorossi è frutto anche dei subentrati, che hanno saputo alzare ulteriormente il ritmo di una squadra che già stava mettendo alle corde l’Atalanta. Quattro su cinque di loro erano argentini: eccezion fatta per Ghilardi, sono entrati nell’ordine Molina e Soulé (insieme al 54’), Castro (al 61’) e Balerdi (al 67’), e tutti sono risultati decisivi - ognuno a modo suo.

Partiamo da Balerdi, che ha fatto il suo debutto sabato sera: mandato in campo nel momento più difficile per il reparto difensivo, con la squadra sbilanciata in avanti alla ricerca del pari e quindi potenzialmente esposta alle ripartenze atalantine, l’ex OM ha mostrato personalità, un grande senso dell’anticipo e la capacità di giocare il pallone. Tutte doti di cui la Roma aveva assolutamente bisogno, in quel preciso momento e in generale sempre. Molina ha spinto con costanza, mettendo anche dei cross pericolosi: su uno di questi, il suo connazionale Castro ha colpito la traversa, che faceva seguito al palo colpito pochi minuti prima. Anche il centravanti ex Bologna, chiamato a sostituire Malen, ha mostrato la consueta garra, facendo a sportellate con i difensori avversari, e dei movimenti che hanno messo in difficoltà i nerazzurri. Ma l’uomo-copertina non può non essere Mati Soulé: assist da corner per l’1-1 di Hermoso, quindi il guizzo che - al 93’ - ci ha regalato i tre punti e una gioia sfrenata. Dopo essere stato in predicato di fare le valigie per buona parte dell’estate, il trequartista ventitreenne ha già timbrato due volte il cartellino, e si sta rivelando un’arma preziosissima nelle rotazioni di Gasperini.

Perché di questo stiamo parlando: Balerdi, Molina, Soulé e Castro non sono seconde linee, né delle semplici alternative ai titolari. Loro sono dei veri e propri co-titolari: profili che mancavano alla Roma degli anni passati, spesso limitata da una rosa che presentava undici-dodici calciatori davvero forti e un’altra decina di livello nettamente inferiore. Al punto che pensare di vincere dopo aver tolto Malen, Mancini e Ndicka sembrava impossibile. Sabato invece è successo. Il merito va anche a questi quattro ragazzi argentini: con la voglia messa in mostra sabato, faranno molta strada.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

CONSIGLIATI