Gasperini & co, una sfida al passato
Il tecnico, il ds e de Roon gli ex più recenti. Ma anche i senatori Mancini e Cristante sono esplosi lì
(GETTY IMAGES)
Fino a poco più di dodici mesi fa, erano rispettivamente l’allenatore, il direttore sportivo e il capitano dell’Atalanta: domani sera, allo Stadio Olimpico, Gian Piero Gasperini, Tony D’Amico e Marten de Roon affronteranno il loro passato da avversari, oggi in divisa giallorossa. Dopo essere stati tra gli artefici principali del miracolo nerazzurro (soprattutto Gasp e il centrocampista olandese, assieme dal 2017 al 2024), i tre si sono ritrovati nella Capitale, e non per caso.
A dare il “la” ovviamente Gasperini, approdato alla Roma un anno fa dopo un lungo casting che ha coinvolto la famiglia Friedkin e Claudio Ranieri: i proprietari americani, stregati dall’Atalanta che stracciò il Bayer Leverkusen nella finale di Europa League, si convinsero a prendere il tecnico di Grugliasco, pur non simpaticissimo alla piazza, inizialmente. Gasp però ci ha messo poco a convincere anche i romanisti più scettici, e alla fine la scelta di tenerlo (mandando via Ranieri) è stata premiata con la qualificazione in Champions League.
A quel punto, con Massara con le valigie in mano, il casting per il direttore sportivo non poteva che orientarsi su Tony D’Amico, che con l’allenatore piemontese aveva lavorato a Bergamo dal 2022 al 2025, contribuendo a costruire la squadra trionfatrice in EL. Salutata l’Atalanta, il dirigente ha sposato il progetto giallorosso: all’ombra del Colosseo si è dunque riformata la coppia capace di portare alla Dea (e quindi di valorizzare all’interno del campo) Scamacca, Retegui, Hien, Kolasinac, De Ketelaere, giusto per fare qualche nome. Il mercato di quest’estate ha lasciato un po’ d’amaro in bocca, ma la rosa è più competitiva rispetto all’anno scorso, e per migliorarsi c’è comunque la finestra di gennaio.
Il colpo a sorpresa
Proprio nelle ultime battute del mercato estivo, all’improvviso, D’Amico ha chiuso l’accordo per portare a Roma anche Marteen de Roon, ormai ex capitano dell’Atalanta, finito fuori dal progetto tecnico di Sarri. Nonostante i 35 anni e un rapporto in passato piuttosto burrascoso con la piazza giallorossa, Gasp non ha avuto il minimo dubbio nel richiamarlo, e l’olandese è arrivato di corsa per riunirsi al suo «papà calcistico» (come lo ha definito su Instagram. Del “modello Atalanta”, del resto, avevano parlato sia Ghisolfi, sia Ranieri: il club bergamasco è del resto a tutti gli effetti un esempio virtuoso di gestione calcistica. Ovvio che, con l’arrivo di Gasp e D’Amico, si guardi direttamente in casa nerazzurra anche per il mercato.
Del resto non è un’usanza soltanto degli ultimi due anni. Già in passato la Roma è andata a pescare dalla Dea: due senatori dell’attuale spogliatoio giallorosso si sono messi in mostra proprio a Bergamo, sotto la guida di Gasp, diversi anni fa. Il primo è Bryan Cristante, acquistato a peso d’oro da Monchi nell’estate 2018 dopo una stagione da 12 gol in 47 presenze con la Dea. Un anno più tardi, nel 2019, già nelle prime battute del mercato la Roma acquista per circa 21 milioni di euro Gianluca Mancini, reduce da una grande stagione in nerazzurro. Ad oggi, Cristante e Mancio contano un totale di 687 presenze in giallorosso. Nonostante i trascorsi dei cinque - recenti o remoti che siano - non ci sarà tempo per i sentimentalismi: conta solo la vittoria.
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