AS Roma

La prima di D'Amico, tra sorrisi e serietà

Niente bilanci e proclami, tra mancanze e responsabilità. Da Bergamo a Roma, il mercato di mezzo e due partite di Serie A: il primo incontro con la stampa

(GETTY IMAGES)

PUBBLICATO DA Chiara Ciotti
03 Settembre 2026 - 06:30

Da Bergamo a Roma. Dall’Atalanta alla Roma. Lo stesso percorso di Gian Piero Gasperini, ma un anno dopo. Tony D’Amico sbarca nella Capitale a giugno, subito catapultato nei vari vertici di pianificazione con il tecnico, e ieri al Fulvio Bernardini di Trigoria incontra per la prima volta la stampa (ad eccezione dell’intervista concessa ai microfoni di Dazn nel pre partita di Roma-Fiorentina, la prima della stagione e la prima allo Stadio Olimpico). Puntualissimo compare alle 16:45 al suo posto, in sala stampa, con camicia bianca e completo scuro. Pronto per spiegare e raccontare questa lunga e intensa, a tratti faticosa, sessione di calciomercato, rispondendo alle curiosità dei cronisti presenti. La prima sessione da direttore sportivo della Roma. La prima con Gasp alla Roma. Ricomponendo la coppia già vista a Bergamo. Con l’obiettivo di migliorare una squadra che ha raggiunto la Champions League dopo anni di digiuno, ma che dovrà lottare su tre fronti con ambizioni rinnovate. 

Quindi, parola a D’Amico perché «sono arrivato il 20 giugno, non ho avuto il piacere di presentarmi». Perché nel mezzo c’è stato il mercato. E sempre nel mezzo la Roma ha giocato due partite di campionato, fornendo due ottime prestazioni e un doppio 4-0 alla Fiorentina e al Lecce. Sì, due ottime prestazioni di una squadra che segue il tecnico, sembra evoluta e raffinata nei movimenti tattici con più qualità della scorsa stagione. Ma con delle carenze, quelle famose due pedine che mancano al completamento di una rosa migliorata nelle scelte ma paradossalmente più corta. E D’Amico non si sottrae

Tra la soddisfazione dei rinnovi di Pellegrini, Dybala, Cristante e Mancini e l’aver abbassato il monte ingaggi, tra il racconto del rapporto con i Friedkin e la situazione con l’Uefa, il ds esprime il suo rammarico con grande sincerità per il pezzo mancante. Perché a sinistra rivendica l’arrivo di Mora, ma non nasconde la mancanza di un altro giocatore. Senza giri di parole, asciutto e senza proclami. Perché dell’eventuale bontà del mercato condotto, di cui si sente responsabile e lo sottolinea, se ne riparlerà a fine anno. Il pomeriggio scorre via così, con qualche battuta e sorriso finale prima di chiudere la porta alle sue spalle. Ancora una volta buon lavoro

© RIPRODUZIONE RISERVATA

CONSIGLIATI