Rodrigo Mora, il futuro al presente
Promessa assoluta del calcio portoghese, ma già con numeri e dimostrazioni concrete al Porto. Tra dubbi sull'altezza ed esaltazione per le giocate, la storia del ragazzo
(IPA)
Sarà la nostalgia di un certo tipo di giocate, sempre più carenti, a far parlare tanto di lui. O forse sarà semplicemente il talento evidente. Ma Rodrigo Mora, a 19 anni, sembra aver vissuto già 3 vite calcistiche. C'è chi lo definisce generazionale, chi dubita della sua fisicità. Chi non lo ha mai perso di vista dalle giovanili del Porto, chi solo oggi ne scopre l'esistenza. Quel che però, da sempre, sembra certo, è il destino luminoso del ragazzo nato nel 2007. La passione per il calcio nasce immediatamente, visto il passato da giocatore professionista del padre. Nessuna pressione, in teoria. Ma è lo stesso Rodrigo a voler sentire addosso il peso di un obiettivo importante. "C'erano piccoli dettagli, piccole cose, che non erano normali per la sua età", ha raccontato il papà, José Manuel, a Dazn. Perché fin da piccolissimo l'attenzione su quel bambino talentuoso è incredibile: già al Custoias, club locale dell'omonima cittadina dove nasce Rodrigo, chi vede i suoi primi approcci al pallone ne rimane estasiato. Al tempo, il Custoias Futebol Clube vanta una sinergia con il Dragon Force, un progetto che racchiude scuole e accademie calcistiche a cura del Porto. Impossibile, dunque, per i Dragões, farsi sfuggire il ragazzo che, ben presto, verrà definito "la nuova gemma del calcio portoghese".

A nove anni, l'arrivo al Porto. Un traguardo importante, vista anche la sua fede calcistica. Nonostante sia solo un bambino, impiega poco tempo a definire il suo ruolo. Gli allenatori delle giovanili devono solo seguire una strada tracciata: fantasia, dribbling, agilità, tecnica. Piede destro, ma nessun problema nell'utilizzo del mancino. Tutte componenti che fregiano lo stile di gioco di Rodrigo dagli albori della sua vita calcistica, fino all'età della maturazione. C'è chi, nel corso della sua crescita (ma ancora oggi), dubita del fisico "gracile". Un metro e sessantotto, troppo poco per gli standard del nuovo calcio. Come farà a confrontarsi con i bambini prima, i ragazzi e gli uomini poi, molto più strutturati di lui? Problemi più per gli altri che per Rodrigo, minimamente scalfito dalle paure. Ben presto, in realtà, è proprio il suo lavoro con la palla e l'utilizzo del corpo a impaurire anche i muri apparentemente insormontabili. E togliergli il pallone diventa un'impresa.
Rodrigo. Mora.pic.twitter.com/ld3Bb08ZfY
— ????????????????????????????????????????????????????????????????????????̃???????? (@entreopnioes) January 7, 2025
Tanto divertimento in mezzo al campo. Regala gioie alla famiglia, ma anche e soprattutto al Porto, tra tornei vinti da protagonista e consapevolezza di avere in casa un vero "numero 10", come recita la sua maglia nell'arco di tutto il percorso del settore giovanile. Poi l'ingenuità quasi magica di un adolescente si ritrova a fare i conti con un sogno che scotta tra le mani. A 15 anni, nella stagione 2022-23, fa il suo esordio tra i grandi, nella seconda squadra del Porto. Solo 15 anni, è il più giovane di sempre nella storia del calcio portoghese. Inevitabilmente, Rodrigo è obbligato a crescere in fretta. E il contraccolpo psicologico può essere fatale. In questo senso, le sue due famiglie giocano un ruolo fondamentale. Da una parte, i genitori. Dall'altra, il Porto. Due componenti di importanza vitale che custodiscono con sensibilità, intelligenza e tempismo la crescita di Mora.

Lavoro, dedizione e umiltà: un vero figlio della cultura portista, come specificato anche dall'ex ds, Andoni Zubizarreta. La scalata prosegue, nel 2023-24 si impone con 4 gol in 28 partite col Porto B, in Serie B, a 16 anni. Intanto diventa il capocannoniere della Youth League con 7 gol in 9 presenze, oltre che miglior marcatore dell'Europeo U17 (5 gol in 6 partite, perde in finale con l'Italia). L'anno successivo è pronto per il salto: a settembre 2024 arriva l'esordio tra i grandi, un mese più tardi il primo gol. È una stagione incredibile per Rodrigo. Gli occhi di mezza Europa puntati addosso, ma il suo talento è ben maneggiato da Vitor Bruno. Realizza 32 presenze; 10 gol e 4 assist a 17 anni. Gioca anche in Europa League, dove incrocia per la prima volta la Roma.
When Rodrigo Mora had the ball on a string ????#UEL | @FCPorto pic.twitter.com/ovZHXYh7wS
— UEFA Europa League (@EuropaLeague) March 13, 2026
L'ultima annata coincide con l'addio di Vitor Bruno e l'arrivo di Francesco Farioli sulla panchina dei Dragões. Nel 4-3-3 del tecnico non c'è spazio per un trequartista come Mora, ma tutto l'ambiente freme per vedere il proprio bambino prodigio in campo. Così, Farioli prova ad utilizzare il ragazzo anche e soprattutto da mezzala, ma la magia non è la stessa. La stagione si chiuderà con il titolo vinto, anche se Mora è un po' meno protagonista. Sgomita, ma non trova spazio. Restano le 47 presenze, i 6 gol e i 2 assist accumulati, a 19 anni da poco compiuti. Tutta esperienza formativa.
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— Rising Stars XI (@RisingStarXI) November 22, 2025
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Ora la strada con il suo Porto può separarsi. Continuare a crescere altrove, contestualmente alzando il livello e la posta in palio. Nonostante i diversi accostamenti ai top club europei (PSG su tutti), nell'ultima estate allontana l'Al Ittihad. Ricco ingaggio a soli 18 anni, oltre 50 milioni al Porto. Ma Mora ha sempre avuto altri programmi. E aspettative da rispettare nel calcio che conta. All'orizzonte c'è la Capitale. E forse sarà un segno del destino se nel suo cognome, Rodrigo, nasconde proprio l'anagramma di Roma.
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