AS Roma

22 luglio: 99 anni di te e di me

Notte da Romanisti da Piazza San Silvestro a Via degli Uffici del Vicario. A mezzanotte la gioia e la Joya: Dybala saluta con la nuova maglia. Con lui Rizzi-gol e Candela

(MANCINI)

PUBBLICATO DA Sergio Carloni
22 Luglio 2026 - 06:30

Novantanove anni di un amore infinito. Quello stesso amore che ogni anno, il 22 luglio, si riversa nelle vene e nelle arterie della città. E pure stavolta, Roma ha risposto presente, anticipando con la solita passione il centenario da celebrare trecentosessantacinque giorni più in là. Sin da Piazza San Silvestro, come da anticipazione della Curva Sud negli scorsi giorni: «Roma è nostra. Dimostriamolo ancora una volta». Detto, fatto. Con rispetto nei confronti dei contorni dell’Urbe e dei suoi monumenti.

Già prima delle 22.30, orario fissato per l’“incontro”, i tifosi iniziano a smuovere l’aria: bandiere al vento, indumenti caratteristici, cori che si levano senza sosta. Il corteo parte da lì, pieno di entusiasmo tra i romanisti che popolano la piazza in attesa di farsi cullare dalla bellezza tutta romanista della serata. “Maciniamo chilometri” dà il via, con le voci cariche per farsi sentire. Grandi e piccoli, tutti accomunati da una passione. Chi con una maglia vintage, chi più recente, chi intrepido nel poter acquistare l’home kit in vendita già da oggi. Qualcuno sfida addirittura il caldo e gira con una sciarpa al collo. Poco importa. “Vincerà, la Roma vincerà”, canta il popolo giallorosso. Mentre si accinge a superare Piazza del Parlamento e Via della Missione.  

Nel frattempo, ecco che spunta lo striscione preparato ad hoc: c’è lo stemma presente sulle nuove divise, con Lupa e acronimo “ASR”; “Lo stemma del popolo”, recita il messaggio. Niente di più vero. Quel popolo che continua a seguire imperterrito i bandieroni, i cori, fino al tanto atteso ingresso in via degli Uffici del Vicario. Ad attendere i romanisti c’è un telo di modeste dimensioni, su cui è ben visibile lo stemma che accompagnerà la Roma nel 2026-27. Ma è mezzanotte e allora la parola passa a “Campo Testaccio”: per più di un minuto, la voce diventa una sola. Dall’alto, chi si affaccia dalla finestra ammira e scatta foto senza sosta a quella meraviglia. La sorpresa più grande, però, arriva dopo i festeggiamenti di punta.

Perché dai balconi presenti sui civici 49 e 20, compare Paulo Dybala, tra lo stupore generale. Salta subito all’occhio la nuova divisa di casa addosso, linda e splendente. La folla risponde tra urla e schiamazzi, poi gli dedica un coro, come fosse allo Stadio Olimpico.  Ha rinnovato pochi giorni fa e ora è lì, a godersi il momento tra quella che è diventata la sua gente. Con lui, altri due simboli del club, Vincent Candela e Ruggiero Rizzitelli, entrambi interamente vestiti di giallorosso per l’occasione: salutano e ringraziano, si mettono la mano sul cuore e si dileguano. Mentre fuori, per strada, continua a farsi grande l’amore. Le bandiere sventolano, i cori risuonano. Gli occhi dicono tutto. È l’amore per una città, una squadra, un modo d’essere. Che non finirà mai.

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