C'erano tre posti vuoti, ieri, a Londra, nel ristorante stellato in cui James Pallotta, Guido Fienga e Franco Baldini hanno stretto la mano a Paulo Fonseca. Che, tra le tante chiacchiere fatte, ha chiesto alla dirigenza romanista di poter fare una chiacchierata a quattr'occhi con tutti i giocatori della rosa, compresi quelli dati in partenza.

Ma torniamo al pranzo, fatto di cordialità, sorrisi e inevitabili buoni propositi, con il presidente giallorosso entusiasta, ci raccontano, dell'ottimo inglese del tecnico, cosa che gli consentirà di avere un filo diretto con l'allenatore. Dicevamo dei tre posti vuoti. Il primo era quello di Totti e sui motivi, seri, basta leggere il precedente articolo per provare ad avere le idee un po' più chiare. Il secondo era quello riservato, in tutti i meeting precedenti, al vicepresidente Mauro Baldissoni, a conferma come l'avvocato romano in questo momento abbia perso, stadio a parte, almeno un pizzico del potere decisionale che comunque aveva sempre avuto. Il terzo, infine, era quello che avrebbe dovuto occupare il nuovo ds giallorosso, cioè Gianluca Petrachi, il ds che c'è ma non si vede visto che con il presidente del Torino Cairo non ha ancora trovato il punto d'incontro per dirsi addio.

La situazione da settimane sta attraversando una fase di stallo che, con il passare dei giorni, preoccupa sempre di più. Perché è vero che Petrachi sta lavorando già da tempo sul mercato della Roma, ma è altrettanto vero che in qualche maniera il suo lavoro risulta limitato. Basti pensare, per esempio, alla questione dei rinnovi contrattuali che al momento sono fermi al palo. E ce ne sono almeno un paio, Zaniolo ed El Shaarawy, che sarebbe il caso di affrontare con una certa urgenza.
Quando si sbloccherà la situazione? Alcune fonti solitamente ben informate, fanno sapere che potrebbero essere necessarie ancora alcune settimane. Ieri, vista la concomitante presenza a Milano di Cairo e Petrachi (che martedì sera si era incontrato in un albergo milanese con il nuovo allenatore giallorosso Fonseca), si era diffusa la voce che si fossero confrontati per arrivare a una soluzione. Ma quando mai: a noi uno dei due protagonisti ci ha smentito qualsiasi incontro propedeutico alla fumata bianca. Eppure il ds ai suoi uomini di fiducia continua a ripetere che la cosa si risolverà, è solo questione di tempo. Anzi di soldi visto che il presidente granata vorrebbe che Petrachi rinunciasse alle mensilità arretrate e pure alla liquidazione maturata. E considerando come è fatto Cairo, è probabile che Petrachi debba farlo.