Roma, si riparte: ora i rinnovi e gli acquisti
Archiviata la vicenda Settlement Agreement, Gasperini e D’Amico sono al lavoro su contratti e nuovi innesti
(GETTY IMAGES)
Dal mese dell’attesa a quello della ripartenza. Ora si volta pagina, la Roma si rimette in moto e torna in pieno controllo del proprio futuro. Archiviata infatti la vicenda legata al Settlement Agreement, nel quartier generale giallorosso è andato in scena un summit di mercato (con la presenza di Ed Shipley, il fidato consigliere di Dan Friedkin, e del ds D’Amico, immortalato dalle foto con Conti e Falcaco) che ha tracciato le linee guida da seguire nelle prossime settimane. La priorità ora diventano i rinnovi di Celik, Pellegrini e Dybala, ma inizieranno finalmente anche le manovre di avvicinamento ai grandi obiettivi dell’estate giallorossa. Che qualcosa si muova per non lasciare Gasperini con una manciata di giocatori nella data fissata per il raduno romanista, ovvero il 13 luglio.
Uefa, ci aspetti?
Tra rinnovi e acquisti, il club continuerà a monitorare il tema legato alle uscite utili per generare plusvalenze. A Trigoria sperano che il mancato rispetto dei paletti del Settlement Agreement, concordato con l’Uefa nell’agosto del 2022, possa esser mitigato con alcune operazioni in uscita finalizzate nei prossimi giorni di luglio. Da una parte è chiaro che, dal punto di vista civilistico, il bilancio si sia chiuso al 30 giugno, ma è pur vero che l’obiettivo della UEFA non è tanto verificare il giorno esatto in cui viene registrata una plusvalenza, quanto capire se il club abbia effettivamente rispettato (o provato a rispettare) il piano di rientro concordato. Qualche giorno di tolleranza, quindi, complice il Mondiale, il club giallorosso spera di poterlo sfruttare ma il condizionale è d’obbligo perché tutto rimane a discrezione dell’Uefa che, interpellata sul tema, ha smentito l’esistenza di proroghe “ufficiali”. La Roma ha provato, ad ogni modo, a ridurre il delta tra quanto incassato e quanto avrebbe dovuto registrare. Mancavano all’appello circa 47-50 milioni di euro, visto che grazie ad alcune “poste straordinarie” (costi/ricavi derivanti da eventi eccezionali o non legati all’attività ordinaria) era riuscita ad abbassare l’iniziale quota dei 110 milioni di euro, di cui ovviamente nel bilancio previsionale non poteva tener conto: 20 milioni di euro grazie all’accordo transattivo approvato dalla Lega Serie A con l’agenzia IMG, 15 milioni di euro derivanti dalla polizza assicurativa di Edoardo Bove e 6 milioni di euro (ma potrebbero divenire 9) per la causa vinta con il Basilea per la percentuale su futura rivendita che spettava ai giallorossi per Calafiori. A questi 45 si erano aggiunti circa 22 milioni di plusvalenze pulite (gli ultimi Baldanzi e Romano), sul restante i Friedkin, per il momento, hanno scelto di non sacrificare o svendere nessun asset, non andando a indebolire così la rosa di Gasperini. A novembre si avrà la reale percezione del lavoro svolto dal club giallorosso e le relative sanzioni.
Firme e innesti
Nelle prossime ore previsti nuovi contatti con gli entourage di Celik, Dybala e Pellegrini per finalizzare trattative in piedi da diverse settimane: il numero 7 giallorosso leggermente indietro rispetto ai primi due, ma le volontà rimangono assolutamente allineate.
E poi D’Amico inizierà a lavorare sulla priorità assoluta di Gasperini: gli esterni. Due ali in attacco (Greenwood rimane nome caldo ma non l’unico) e un “Wesley” da mettere a destra. Si parte da lì, dai rinnovi e dalle occasioni da cogliere, in entrata ma anche in uscita. Ma la Roma si è rimessa in moto e questo è quello che più conta.
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