VIDEO - Dovbyk: "La Roma riempie sempre lo stadio, la Lazio no. Potevo andare al Milan"
L'attaccante giallorosso ha parlato in un podcast ucraino: "Con Gasperini si corre tanto. Quando c'era Juric abbiamo perso tutto, perdevamo e basta"
(GETTY IMAGES)
Nel corso del podcast ucraino "Rosso diretto", Artem Dovbyk si è raccontato, toccando anche tematiche inerenti alla sua esperienza con la maglia della Roma. Ecco le parole dell'attaccante.
Sul possibile addio?
"Lo scorso agosto dovevo andare al Milan, vero, ma in pochi giorni era difficile chiudere tutto. In inverno, non volevo andare via, non mi piace lasciare le cose senza finirle".
Sulle mancate esultanze?
"No, non lo so. Sono fatto così. Poi leggi, vedi le notizie, ascolti. Forse è il mio subconscio che non mi fa alzare le braccia e dire: 'Ehi, sono qui!'. La Roma riempie sempre lo stadio, ci sono 70mila tifosi ogni partita, non importa l’avversario. La Lazio no, invece. I tifosi della Roma sono fantastici, a volte sei il re, altre crolli. Se fai gol e la squadra vince per loro sei il migliore d’Europa e quindi sì, se segno, soprattutto all'Olimpico, sono felice".
Sull'approdo alla Roma?
"Potevo andare all'Atletico Madrid, ma quando ho parlato con De Rossi ho scelto la Roma. Ora lui è al Genoa, sta facendo bene, ha vinto partite importanti e ne sono felice perché è una brava persona. Con lui sentivo una connessione unica, mi fidavo ciecamente e non pensavo mai che sarebbe andato via in così poco tempo... Daniele è come Totti, una leggenda del club e ho pensato: 'Come si può cancellare una leggenda?'. Era irrealistico e strano".
Su Juric?
"Abbiamo perso tutto, i tifosi lo hanno fischiato in 70mila, perdevamo e basta. Con Ranieri, che è molto saggio, siamo usciti dal tunnel passo dopo passo".
Sugli allenamenti con Gasperini?
"Con lui si corre tanto, con e senza palla. Davvero tanto. Gli allenamenti sono duri, per me e per tutti. Quando è arrivato ho chiesto a Malinovskyi che lo aveva già avuto, e mi ha detto: 'Si fatica tantissimo, ma non è mai morto nessuno'".
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