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La stagione di Pisilli: il rilancio del "Piso"

Fino a gennaio vede il campo col binocolo. Poi, per esigenze e meriti, è tempo della ribalta. Prende posto in mediana e non lo lascia: dai 4 gol alla sicurezza, in mezzo è una risorsa per Gasp

(GETTY IMAGES)

PUBBLICATO DA Sergio Carloni
30 Giugno 2026 - 07:30

Il sole intorno a lui non c’era. Poi, Niccolò Pisilli ha scansato i nuvoloni all’orizzonte e ha prestato il suo volto al bel tempo. Con la leggiadria di chi è ancora giovane e sa di poter conquistare la squadra del suo cuore. Senza pressioni. O quasi. Perché la stagione 2025-26 del classe 2004 non era iniziata con le premesse di una ribalta d’orgoglio; bensì, Gasperini lo aveva visto marginalmente sin dal ritiro pre-stagione. Un periodo in cui voci su una possibile partenza non erano mancate.

E la storia si ripete anche al momento del via, dal 23 agosto. Roma-Bologna, Stadio Olimpico, si vince senza lui in campo. Così sarà per gran parte della prima metà d’annata, come col Pisa. Le apparizioni sono poche: 5,5 dal Romanista nel ko col Torino, 6 dopo i 17’ di sostanza nel derby, un passo indietro (5) col Nizza, primo successo europeo. Poi sparisce dai radar fino al 23 ottobre, quando in casa arriva la batosta subita dal Viktoria Plzen. Lui gioca bene e prende un 6. La Roma, però, si fa trovare impreparata. Pisilli è uno dei pochi a brillare, senza ancora convincere il tecnico, che torna a proporlo per 6’ nella ripresa coi Rangers e 5’ a Cremona. 11 minuti nel giro di un mese: i giallorossi sono su un’altalena che “Piso” guarda da lontano. Anzi, sarebbe più coerente dire da uno scivolo che lo trasporta fino a fine 2025. L’anno si chiude coi 16’ contro il Genoa di De Rossi, senza voto.

Ma è proprio quel Genoa, dato tra le possibili destinazioni di Pisilli, a segnare la sua rinascita. Perché tolto lo scarso minutaggio con l’Atalanta, per esigenze evidenti in mezzo al campo, Niccolò spicca il volo. E lo fa con eleganza, almeno inizialmente senza sporcarsi. Poi, prendendosi la scena. Col Lecce è suo l’assist (un po’ fortunoso) per Dovbyk e arriva un 7 in pagella (oltre al 2-0) a dare nuova linfa. Da lì, non ne salta una. Il Sassuolo lo mostra ancora in fiducia, col Torino in Coppa Italia è più difficile ma si rimette subito in carreggiata in casa granata. Mentre contro lo Stoccarda, la prestazione è da stropicciarsi gli occhi: scende in campo dal 1’ e segna i due gol che consentono alla Roma di portarsi avanti nella fase campionato dell’Europa League. L’Olimpico urla il suo nome. I tifosi imparano ad apprezzarlo. Tra Milan, Panathinaikos e Udinese, malgrado le zero vittorie, non scende sotto il 6. E col Cagliari torna al 7,5, picco stagionale: ruba palloni, li ripulisce, si inserisce e fa regia sapiente, scrive come elogio Fabrizio Pastore su Il Romanista. È la verità. Senza El Aynaoui e Koné, la Roma ha trovato un valore aggiunto.

Pure quando tornano, Pisilli resta al centro. Garantisce un approccio lucido in costruzione, più una spina nel fianco in riaggressione. Col Napoli fa 6,5; tra Cremonese e Juventus, alza il livello: i due 7, garantiti da un gol e un assist, sono simbolo di ciò che c’è oltre. Un orizzonte che Gasp ha scoperto con pazienza. Eppure, la gioia viene smorzata dal momento della Roma: 3-3 coi bianconeri, ko con Como e Genoa, out in Europa. Niccolò traballa, senza sfigurare. Il Lecce precede la sosta: tempo per ragionare. Ma il ritorno in campo è un disastro, col 5-2 dell’Inter a capitalizzare il tracollo. Pisilli prende un 4,5. Dopodiché, insieme ai compagni, si rimbocca le maniche e risale a galla. Il rush finale lascia spazio alla solita energia del classe 2004.

Gara dopo gara, cresce e prende per mano la sua Roma. 6 col Pisa, 6 con l’Atalanta, 6,5 a Bologna. Le convinzioni crescono e contro la Fiorentina suggella la vittoria, giocando una partita di altissimo livello e mettendo la firma del 4-0 con un gran colpo di testa. Il Parma è una conferma: quando tutto sembra crollare, si mette in mostra e negli ultimi 32’ dà una grossa mano. 3-2. La Champions League non è più utopia e diventa tangibile già al derby, il primo da protagonista per “Piso”. Ne esce con un 7, senza accusare la pressione, dominando a centrocampo. L’ultima è in casa del Verona. Lui non segna, ma a fine partita può esultare. La Roma torna a riveder le stelle. Pisilli pure, dopo aver aspettato il sole. Un percorso di assoluto livello. Portato avanti con tutto l’amore che può.

(12/continua)

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