AS Roma

Tra rinnovi e cessioni è tutto fermo

Attesa ieri la Pec da 35 milioni, ma l’Al-Diriyah non ha inviato l’offerta per Soulé. Dybala, Celik e Pellegrini in stand-by: ore di riflessione

(GETTY IMAGES)

PUBBLICATO DA Andrea Di Carlo
29 Giugno 2026 - 06:00

Ci sarebbero ancora 48 ore piene per pensare di chiudere operazioni e incassare plusvalenze decisive, o quanto meno preziose, per avvicinare il più possibile l’obiettivo economico prefissato. Ma guardando con estrema lucidità in faccia la realtà, a Trigoria hanno capito che potrà forse anche muoversi qualcosa (vedi Salah-Eddine e Cherubini) ma quello che avrebbe dovuto davvero fare la differenza non avrà  probabilmente modo di salvare la Roma in tempo utile. Tra cessioni non finalizzate e rinnovi messi in stand-by su input dei Friedkin, l’universo Roma si è fermato, col fiato corto e l’incertezza del domani. Un momento decisamente complicato. 

Nessuno esce

Questo perché Koné e Soulé, le due risorse individuate per «fare pace» con l’Uefa e uscire dai vincoli asfissianti del settlement agreement, non si sono ancora mossi da Trigoria. Entrambi si sono arenati in mezzo a diverse criticità, ancorati, tra l’altro, a tempistiche che per nulla collimano con quelle del bilancio giallorosso. Erano stati scelti loro per salvaguardare gli “intoccabili”, ma il piano non sembra aver funzionato.

Il francese è rimasto comprensibilmente concentrato sul film del Mondiale, mostrandosi poco interessato a decidere in così poco tempo del suo futuro. La briga se l’era infatti presa il suo agente, che aveva promesso in tempi non lontani di partecipare in maniera attiva alla ricerca di offerte. Risultato? Zero squadre alla porta, con lui che si è pian piano eclissato, nascondendosi dietro ad un silenzio che è valso più di mille parole. 

Lo stesso numero di parole pronunciate dagli intermediari (Pastorello in pole) e anche dal direttore sportivo Dougie Freedman per convincere il talento argentino a sposare con convinzione il progetto dell’Al-Diriyah: giorni di trattative, call su call all’interno delle quali Soulé ha dimostrato interesse e ha cercato (com’è legittimo che sia per chi sceglie di andare a giocare in Arabia) di trattare su ingaggio e bonus logistici. Una disponibilità che aveva convinto gli arabi a presentare un’offerta ufficiale alla Roma da 35 milioni complessivi. E invece, come il calciomercato insegna, l’imprevisto è sempre dietro l’angolo. Perché Soulé è arrivato ad un passo dall’altare ma sul più bello è mancato l’anello: i dirigenti dell’Al-Diriyhah non hanno ancora inviato alcuna offerta vincolante alla Roma. Per l’immenso stupore di D’Amico e degli intermediari coinvolti, convinti di esser arrivati oramai a dama nelle ultime ore. Resta da capire se nelle prossime ore l’affare si sbloccherà oppure no.

Una situazione che crea tensione e preoccupazione in vista del giudizio dell’Uefa, in programma verso ottobre. Perché se dovesse chiudersi così, senza offerte last-minute o colpi di scena, i giallorossi consegnerebbero agli uomini dei conti dell’Uefa un bilancio con un passivo importante, una distanza significativa rispetto all’obiettivo non centrato. Saranno sufficienti i buoni rapporti tra Friedkin e Ceferin, il percorso virtuoso e gli introiti della Champions in arrivo nella prossima stagione per tutelare la Roma da pesanti sanzioni? Il dubbio rimane e crea senza dubbio pensiero a Gian Piero Gasperini, amareggiato all’idea di costruire qualcosa di importante che potrebbe esser fortemente limitato dalla scure dell’Uefa.

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