AS Roma

La nuova maturità di Hermoso, ora leader carismatico e fedelissimo di Gasp

Oggi il difensore centrale compie 31 anni. Inizialmente destinato a lasciare la Capitale, l'incontro con il tecnico gli ha restituito linfa vitale

(GETTY IMAGES)

PUBBLICATO DA Lorenzo Paielli
18 Giugno 2026 - 09:45

Il rischio che l'avventura di Mario Hermoso alla Roma fosse relegata a un solo, doloroso, fermo immagine, è stato tangibile. Più che una semplice paura. Il nastro va riavvolto, ma sarebbe potuto fermarsi già a quel settembre del 2024, sul colpo di testa di Koni De Winter, sfuggito proprio allo spagnolo, che sancisce non solo l'1-1 finale ma anche l'ultima partita di Daniele De Rossi sulla panchina giallorossa. Hermoso è appena arrivato nella Capitale, a parametro zero, dall'Atletico Madrid dopo una carriera ad alto livello tra La Liga e Champions League. Eppure, il calciatore visto in campo sembra una brutta copia del leader conosciuto in Spagna. 

E l'esperienza non decolla, anzi, rischia di naufragare definitivamente. A gennaio 2025, Hermoso lascia la Roma in prestito dopo sole 13 presenze, direzione Leverkusen. In Germania, con Xabi Alonso, ritrova inizialmente feeling con il campo, ma poi un infortunio alla spalla a marzo lo costringe ai box fino al termine della stagione. Mario torna a Roma, ma sembra solo di passaggio: negli occhi le immagini del ritiro a Trigoria dello scorso luglio, raduno nel quale il difensore avrebbe dovuto conoscere il nuovo allenatore, Gasperini, per poi salutare il club. Magari, questa volta, a titolo definitivo. 

 

E invece cambia tutto. A trent'anni da poco scoccati, Hermoso trova nuova linfa vitale. A sorpresa, lo spagnolo resta alla Roma proprio su indicazione di Gasp. Come dichiarerà più avanti, sono proprio i colloqui con il nuovo tecnico a convincerlo: idee di gioco, principi e valori condivisi. Hermoso è rigenerato, fisicamente e mentalmente. Tirato a lucido, già dalle prime amichevoli precampionato, si impone come leader carismatico in campo e nello spogliatoio. Qualche errore grossolano dovuto proprio all'interpretazione spasmodica delle richieste dell'allenatore giallorosso, ma fa tutto parte del percorso. E lo spagnolo sa anche farsi perdonare. Dal quasi certo addio alla Capitale, Mario torna invece a sentirsi importante.

Tatticamente fondamentale per il gioco della Roma, ma non solo: sono la garra, la mentalità e i sentimenti che tornano ad essere al centro di tutto. A fine stagione saranno 35 presenze, 4 gol e 2 assist complessivi in giallorosso, numeri che eguagliano la stagione più prolifica della sua carriera (2022-23 all'Atletico Madrid). E a coronarne l'importanza, anche il prolungamento automatico annuale esercitato dal club, chiaro segno della fiducia nei confronti del calciatore. Nuova vita, nuova energia. Oggi spegne 31 candeline, tanti auguri Mario!

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