La stagione di Hermoso: Mario e la sua garra
Considerato uno dei possibili partenti della scorsa estate dopo il prestito al Bayer, lo spagnolo ha convinto Gasp, diventando un leader della difesa e ottenendo il rinnovo fino al 2027
(GETTY IMAGES)
Chi avrà la garra in campo ora che Paredes ha lasciato la Roma? È questa la domanda che ci siamo posti un po' tutti a inizio stagione, e fa strano pensare che a sostituirlo sia stato un giocatore che l'estate scorsa sembrava in uscita: Mario Hermoso. Perché più di qualcuno credeva fosse inimmaginabile una sua permanenza nella Capitale dopo l'arrivo di Gian Piero Gasperini, considerando il difensore troppo al di fuori dei soliti standard richiesti dal tecnico, come giovinezza e freschezza. Tornato a fine giugno in Italia dopo il prestito di sei mesi al Bayer Leverkusen, il giocatore era già inserito idealmente nella lista dei possibili partenti (in più appena fatto rientro c'erano già voci dalla Spagna del Valencia sulle sue tracce). La cessione a titolo temporaneo nel club tedesco era stata un flop, con l'arrivo il 31 gennaio 2025 e l'infortunio alla spalla il 18 marzo seguente, che gli aveva fatto terminare la stagione in netto anticipo, prevedendo con certezza l'impossibilità di un riscatto dal Bayer. Ma fin da subito a Roma, Hermoso si è messo a disposizione di Gasp, aggregandosi quasi con sorpresa al gruppo - prima nel raduno a Trigoria e successivamente nel ritiro in Inghilterra - e dando già nell'immediato segnali di un ritorno alla sua versione Atletico Madrid.
Lavoro duro e responsabilità sono stati i punti forti dello spagnolo nel pre-campionato, con l'elogio di Gasperini che infatti, non è tardato ad arrivare. «È vero che l'anno scorso ha avuto un lungo infortunio, ma ha giocato tanti anni nell'Atletico ed è un profilo importante» aveva dichiarato il tecnico al termine dell'amichevole contro il Neom, per poi confermare alla vigilia della sfida contro il Bologna che: «Inizialmente non era nemmeno nei programmi, sembrava che non dovesse venire in ritiro, ma è un giocatore serio, che si è sempre allenato bene».
E la prima chance è arrivata proprio nella prima di campionato contro i rossoblù, approfittando dell'assenza di Celik per squalifica rimediata all'ultima giornata della stagione precedente: la benedizione di Gasp ha funzionato e quell'oggetto misterioso della passata stagione si è ripresentato subito al meglio. Da lì la conferma, con la titolarità ottenuta in entrambe le successive due sfide, salvo poi saltare il derby d'andata per affaticamento muscolare (ma a rivendicare quell'assenza ci penserà a maggio nel girone di ritorno). A ottobre è arrivata la prima rete, in casa contro il Parma, ad aprire le marcature al 63’ e quella garra tanto amata si è potuta notare anche a dicembre, in Cagliari-Roma, quando Hermoso si è ritrovato in un faccia a faccia con Folorunsho, il quale, nonostante espliciti riferimenti alla madre dello spagnolo, terminò quella gara senza essere espulso.
Prima di dicembre però, erano venuto fuori un dubbio sulla sua condizione fisica, protrattosi nelle settimane successive. «C'è qualche problema con Hermoso che speriamo di risolvere - aveva raccontato Gasperini - ha un affaticamento. Non è uno stiramento, non è un problema muscolare, nulla di tutto questo, ma se manca anche lui, siamo in difficoltà». La vera continuità è stata così raggiunta a marzo, dopo il recupero dalla brutta contusione al piede che lo aveva tenuto fuori nelle ultime cinque partite di Serie A. In Como-Roma il ritorno, per poi essere presente in ognuna delle sfide successive fino alla fine, condite dalla rete del pareggio contro l’Atalanta e dal terzo gol nella sfida alla Fiorentina terminata 4-0 per i giallorossi. Con 35 presenze tra campionato e coppe, e il grande apporto nel rush finale di stagione, Hermoso ha collaborato a raggiungere l’obiettivo Champions, meritandosi come in automatico il prolungamento di contratto fino al 2027. Alle porte c’è un altro anno almeno, in cui Gasperini se lo terrà bello stretto.
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