Top e stop, infortunio per Wesley
Gasp e Ancelotti lo esaltano ma è ko in amichevole con l’Egitto: problema all’inguine
(GETTY IMAGES)
Doccia fredda per Wesley. In campo da titolare nella notte con il suo Brasile contro l’Egitto, l’esterno romanista ha accusato un problema muscolare tra coscia e inguine e ha dovuto lasciare il campo. Dopo la sostituzione il 22enne è stato inquadrato mentre piangeva in panchina consolato dai compagni e dallo staff tecnico del ct Carlo Ancelotti. L’entità del suo infortunio è chiaramente da capire, anche perché in poco tempo in Brasile sono già tutti innamorati del nuovo esterno verdeoro. Quello che gioca nella Roma, quello voluto tanto da Gasperini (sin dai tempi di Bergamo) che dopo le primissime uscite aveva già fatto capire di avere caratteristiche e margini di crescita importanti e che poi si è rivelato uno dei protagonisti assoluti nella stagione valsa la Champions.
Quando è arrivato dal Flamengo aveva già concluso la sua stagione in Brasile, ma è stato subito pronto a partire con la Serie A, così pronto da segnare un gol da tre punti al debutto contro il Bologna, quando ancora giocava da esterno a destra e Gasp sulla fascia mancina poteva contare su Angeliño. Pochi però si sarebbero aspettati che le sue potenzialità offensive e le sue praticamente inesauribili risorse sarebbero state dirottate dall’allenatore sull’esterno sinistro quando lo spagnolo è venuto meno. Lì però la crescita di Wesley è aumentata esponenzialmente, sia dal punto di vista tattico nel garantire copertura difensiva e nel dare la giusta spinta davanti, sia in quella “gamba” che è caratteristica imprescindibile degli esterni delle squadre gasperiniane. «Alla Roma sto giocando per concludere l’azione - ha detto il 43 romanista in una recente conferenza stampa dal ritiro del Brasile - l’allenatore mi chiede sempre di attaccare. Quando ho firmato il contratto mi avevano chiesto sei gol, sono arrivato solo a cinque perché ho saltato l’ultima giornata». Intenzioni chiare, duttilità e maturazione costante, sempre seguendo il diktat offensivo di Gasp, che va a nozze con talenti del genere.
Cinque gol (quasi tutti bellissimi e importanti) e un assist nelle 39 partite della sua prima annata romanista, ma soprattutto la netta impressione di essere uno di quelli a fare decisamente la differenza, averlo o non averlo a disposizione può cambiare significativamente il piano tattico di una gara. La Roma, il suo allenatore, i suoi tifosi e tutto il campionato di Serie A si sono accorti del suo valore e ha fatto lo stesso anche Carlo Ancelotti che, da ct del Brasile che sta per giocare il Mondiale, non ha mai nascosto la stima nei suoi confronti, tanto che una sua maglia da titolare per le sfide dei verdeoro che contano è pressoché scontata. Ma Wesley dovrà adattarsi di nuovo: «Ha fatto molto bene nella Roma sulla fascia sinistra - ha detto di lui il ct verdeoro - è stata una sorpresa. Però qui abbiamo bisogno di lui come terzino destro». Una nuova virata sulla fascia che lo ha visto crescere calcisticamente
Il calore dei brasiliani li ha portati a bollarlo persino come “il nuovo Cafu” (che compie oggi 56 anni, auguri), di certo esagerando ma facendo capire il più genuino degli entusiasmi. Ora però la speranza è che l’infortunio non sia grave per permettere a lui di giocare il Mondiale e, soprattutto, perché possa servirgli come ulteriore crescita in chiave Roma. Animo Wes!
© RIPRODUZIONE RISERVATA
PRECEDENTE