La forza del sogno
Scoprire gli impegni della Roma apre le porte alla fantasia del tifoso. Agenda alla mano, studiando trasferte possibili e altre proibitive, facciamo spazio all’utopia
(MANCINI)
Ogni anno arriva questo momento, uno dei più attesi dagli appassionati di calcio: quello in cui viene reso noto il calendario del campionato di serie A. Fino a qualche anno fa accadeva a estate inoltrata, con i ritiri delle squadre avviati da tempo e il calcio mercato in fase avanzatissima. C’era tempo, allora, perché i campionati, ancora a 16 squadre, iniziavano intorno alla metà di settembre. Il calendario arrivava come una carezza di mezza estate, con il lieve movimento d’aria provocato dalle pagine del giornale; e noi seduti sulla sedia a sdraio o in piedi, appoggiati al frigorifero dei gelati al bar del mare o di città, a studiare gli incastri dell’anno a venire. Con il campionato a 18 e poi a 20 squadre, l’inizio del campionato è stato anticipato di due e poi di quattro settimane, sino a far fissare la prima giornata, nei campionati che si proiettano sugli europei o sui mondiali, nella settimana di Ferragosto.
Un’eccezione, per noi dolcissima, fu il glorioso campionato 2000/2001 che, a causa delle Olimpiadi di Sydney, iniziò il primo ottobre (data che sino agli Anni 70 del secolo scorso coincideva con il primo giorno di scuola). L’anno che si profila all’orizzonte inizierà il 23 agosto e finirà il 30 maggio. In mezzo, nove mesi di battaglie, in casa e in trasferta, settimana dopo settimana.
Oggi sapremo tutto. Ed è bello che il disvelamento del calendario arrivi così presto, a gettare sin d’ora un ponte verso l’anno che verrà. Per farci pregustare ciò che ci aspetta, prefigurando ogni singola partita, prima ancora che nel risultato, per il ruolo che ciascuno di noi svolgerà sugli spalti, studiando le trasferte possibili e pure quelle impossibili: «Magari faccio ‘na mattata!».
Cerchi il derby, la partita che possa valere l’altra classifica, quella che può significare altre lotte; incroci le date, le ricorrenze personali, immagini o temi anticipi o postici secondo ciò che ti può essere più utile. È il momento in cui tutto è possibile, perché nessuna partita è stata ancora giocata.
Assomiglia un po’ al momento che ciascuno di noi ha vissuto o vivrà, in genere, una sola volta nella vita: dopo l’esame di maturità, quando davanti a te hai infinite strade, tutte ancora possibili allo stesso modo, perché nessuna scelta è stata ancora compiuta. Ecco, nel calcio una cosa del genere succede quando viene deciso e diffuso il calendario dell’anno che verrà.
E questo si ripete ogni anno. Alla fine di ogni stagione, sai che ci sarà la prossima. E in questo momento ogni sogno è lecito, ogni aspirazione è consentita, ogni fantasia è ammessa. E che sogno ci siamo regalati noi romanisti, la scorsa notte, la notte prima del calendario?
Molti dicono che sia il nostro problema, il motivo per cui vinciamo così poco; cioè che ogni estate pensiamo che l’anno successivo vinceremo questo, quell’altro e quell’altro titolo ancora. Non è così. Lo ha detto anche Mou: «Nessuno se la prenda con i tifosi romanisti dicendo che è colpa loro se non si vince. Sono loro che aiutano la squadra, nessuno li deve toccare». Ecco. La capacità di sognare, di andare anche oltre la realtà, è la nostra forza più grande.
E quindi cosa abbiamo sognato ieri notte noi romanisti? Tutto, abbiamo sognato tutto. Il possibile e l’impossibile, il reale e l’irreale, la concretezza e l’utopia. Sappiamo sognare in grande, noi romanisti.
È per questo che i nostri sogni, quando si realizzano, sono i più belli di tutti.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
PRECEDENTE