Foti: "Dopo Budapest non guardo più l'Europa League con serenità"
L'ex vice di Mourinho: "Tirana è per sempre. La riunione prepartita per la finale non durò neanche un minuto. José ama tanto la Roma"
(GETTY IMAGES)
Torna a parlare Salvatore Foti. L'ex vice allenatore di Mourinho ha rilasciato un'intervista al Corriere dello Sport, e tra i temi trattati c'è ovviamente la Roma: "Mourinho era un architetto, poi tutti artigiani perfettamente integrati. Alcuni gesti non li rifarei, ma alla squadra devi trasmettere qualcosa. Si gioca tutti insieme, panchina compresa. Alla Roma rifarei tutto: un’esperienza che ti entra dentro completamente, quando mi chiamò Mou per essere il suo vice ero felice come un bambino la mattina di Natale.
Su Tirana
"Sapete quanto è durata la riunione prepartita il giorno della finale? Ve lo dico io: trenta secondi, forse quaranta. Non siamo arrivati al minuto”. E le parole dello Special One furono semplicissime: “Non vi devo dire nulla, dobbiamo solo prendere la coppa e portarla a Roma”. Oggi abbiamo fatto il nostro lavoro, mercoledì andiamo a fare la storia”. I ragazzi non vedevano l’ora di scendere in campo a Tirana“.
Su Budapest
“Ancora adesso non riesco a guardare con serenità una partita di Europa League. Fa davvero male. Quella coppa la meritavamo noi. Tornati a casa non parlai per 20 giorni, avevo gli incubi“.
Sull'addio.
"All’epoca me lo chiesero anche i giocatori, la verità è che io non lo sapevo allora e non lo so adesso. Di certo, lui amava e ama tanto Roma“.
Sul ritorno di Mou al Real Madrid.
“Il posto perfetto per uno come lui. Ha bisogno di stimoli e grandi sfide”.
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