C'è il derby, quarta di cinque finali: passaggio per l'Europa
Penultimo ostacolo, la corsa continua: di fronte c’è la Lazio. Secondo i pronostici dei bookmakers la sfida è a senso unico. 1,50 la quota per la Roma, 4,20 il pari, 6 per il ko
(GETTY IMAGES)
E alla fine, rotola il pallone sul campo verde, in una domenica di grandi emozioni, con l’orario inusuale, è vero, ma anche l’unico plausibile ad osservare i paletti che erano stati messi e che alla fine si è tornati a rispettare. Se ai mondiali di calcio non riusciamo ad andare, al mondiale delle chiacchiere siamo sempre i campioni. Dicono che sia l’aspetto in fondo più importante di questo sport, la popolarità. Eppure saremmo disposti volentieri a barattare qualche milione di euro in meno da investire ogni anno in nuovi acquisti esotici se si riducesse un po’ l’intensità delle chiacchiere inutili e si tornasse a dare centralità al rettangolo di gioco. Proprio come chiede spesso Gasperini. È lì che stamattina si sfideranno la Roma e la Lazio in una partita che per i biancocelesti è una specie di dolorosissimo obbligo (l’unico obiettivo rimasto nella stagione è togliere la Champions alla Roma, pur sapendo che il regalo che hanno fatto perdendo con l’Inter, garantire ai giallorossi l’Europa League, è stato comunque assai gradito) e che però potrebbe diventare assai doloroso per noi se nella inusuale contemporaneità mattutina magari arrivassero notizie confortanti da De Rossi o dalla Fiorentina (nelle partite di Milan e Juve) e la Roma non riuscisse a superare questa pratica.
Si gioca alle 12 (Stadio Olimpico quasi interamente romanista, con lo spettrale vuoto della Nord, per una scelta che ci sentiamo comunque di rispettare, telecronaca esclusiva su Dazn, radiocronaca obbligatoria su Radio Romanista) e alle 14, più o meno, sapremo quale sarà il destino finale di questo campionato, almeno per quella parte di appassionati convinti che poi l’ultima giornata sul campo del Verona sarà più o meno una formalità (e noi non siamo tra questi).
Se arrivasse anche la Champions Gasperini avrebbe fatto una specie di miracolo. È vero che le coppe sono andate male, ma il licenziamento prematuro di Ranieri (evento che ad agosto non sarebbe neanche stato quotato dal più fantasioso dei bookmakers) ha fatto capire che razza di clima si era creato a Trigoria e che pesantezza c’era, tanto da inquinare probabilmente anche i risultati. Come più volte detto, nessuno può imputare unilateralmente a Ranieri la responsabilità per quel clima fosco, ma è un fatto che da quando i Friedkin hanno compiuto la loro scelta, l’aria si è alleggerita e la squadra ha ripreso a volare. La sensazione è che questa Roma anche dal punto di vista atletico oggi sia la squadra più in forma del campionato, e chi pensa che sia una casualità provi ad osservare i finali di stagione di cui era protagonista l’Atalanta di Gasperini.
Lo stesso pronostico favorevole dei bookmakers (1,50 per la vittoria della Roma, 4,20 per il pareggio, 6 per la vittoria della Lazio) conforta le speranze dei tifosi, dei numeri poi neanche a parlarne, basta scorrere qualche pagina di questo straordinario speciale (ultimo omaggio stagionale cartaceo del Romanista, speriamo gradito) per conoscerne la definitiva portata. Ma un derby vive significati emotivi che nessuno è in grado realmente di prevedere. Dipendesse solo dal campo, non avremmo dubbi, ma la storia insegna cautela. Per il miracolo servono ancora tre punti oggi, la quarta delle cinque finali che Gasperini aveva detto di volersi giocare, e tre a Verona, all’ultima giornata. Forza Roma!
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